Podcast Special People con Riccardo Santolamazza

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Grazie al mio ospite Riccardo ex giocatore professionista parliamo di basket e non solo, proprio il giorno della qualificazione alle olimpiadi di Tokyo della nostra nazionale. Quanto sono importanti i valori sportivi nel mondo del lavoro e quanto i dettami del coaching possono aiutarci ad integrarli?

Ascolta “Podcast Special People con Riccardo Santolamazza” su Spreaker.

Trascrizione

Speaker 1: Ciao a tutti. Bentornati al podcast Special People ho con me Riccardo Santolamazza Ciao Riccardo come stai.


Speaker 2: Ciao Marco tutto bene grazie mille.


Speaker 1: Vedo grazie a te di essere qui abbiamo avuto qualche problema nella registrazione degli scorsi giorni ma adesso finalmente ci siamo. Riccardo è un ex giocatore di basket professionista adesso gioca ancora ma è anche il responsabile della Bocconi sportiva. Volevo sapere qualcosa della tua carriera quindi come è iniziata la tua passione per il basket. I tuoi primi passi sommano.


Speaker 2: Si nasconde in realtà chissà dove un amore a prima vista. Alle elementari dovevo scegliere se iscrivermi a calcio a basket però diciamo bravino in tutti e due. Ho scelto poi il basket. In realtà non mi ricordo forse neanche bene il motivo mi ricordo ecco che dovevo andare a fare un provino per la Lazio. Siccome sai ho tutta la mia famiglia mio papà della Roma me lo sconsiglio subito rivolto invece a fare un provino per il basket. E da lì in realtà è stata veramente una passione che è cresciuta di anno in anno e mi ha portato poi a coltivare e a raggiungere il mio sogno che era quello di fare il professionista quindi vivere di pallacanestro. Ed è stato un percorso un viaggio molto molto bello. A ripensarci adesso ecco forse me lo potevo godere un pochino di più però è durato per 17 anni. Con me ho portato mia moglie e le due mie bambine che adesso chiamo bambine che in realtà sono ragazze per cui vado molto fiero di questo percorso.


Speaker 1: Poi come sai anch’io ho giocato a basket a livello agonistico insomma nelle giovanili e so quanto è dura quanto devi sacrificare in tempo anche di amicizia perché ci sono serate fuori ci sono allenamenti tutti i giorni. Insomma fin da giovane quindi è quasi come se fosse un lavoro se non hai una grande passione è difficile fare studio basket famiglia eccetera.


Speaker 2: Sono d’accordo Marco infatti abbiamo parlato spesso di questa cosa facciamo l’esempio di quello che stai dicendo. In realtà invece per me è stato un pochino diverso nel senso che ero talmente appassionato che non mi rendevo conto di tutti i sacrifici che realtà c’erano dietro a me quasi sembrava normale uscire il sabato e cercherebbero letto presto. Dedicare ogni minuto che avevo al basket me ne sono reso conto quando ho smesso cioè adesso con un’altra prospettiva dico Madonna quanto è stata dura sacrifici. In realtà nel viaggio non me ne sono accorto di questi sacrifici.


Speaker 1: Questo è bellissimo. Spesso quando si parla di sportivi non si capisce tutto quello che c’è dietro a tutto il lavoro tutta la passione che c’è. Quindi spesso si guarda solo al risultato finale alla prestazione ma non si capisce che dietro qualunque sport lo faccia in maniera seria. Dietro il lavoro veramente importante che ci sono tanti sacrifici dietro. Quindi tu sei appunto l’esempio di chi ce l’ha fatta. Questo la fatto vedere anche un po la tua carriera quindi se riuscite ad esordire anche in serie A. Ma è cosa per pochi. Ecco.


Speaker 2: Si guarda in realtà poi ho fatto una carriera da professionista a tutti gli effetti nel senso che è stato il mio lavoro e con la famiglia il suo insieme fare questo percorso la mia famiglia in realtà non è che sono stato un giocatore top di livello per cui ho giocato in Serie A1 dieci anni. Ma in questi diciassette anni ho fatto tanta serie B tanta Legadue. Qualche volta mi sono affacciato in A1. Tu lo sai bene perché insomma lo seguo il basket in realtà fare la Legadue la serie B sono campionati apparentemente dilettantistico si chiamano ma in realtà sono a tutti gli effetti professionisti e professionali per cui il tempo che devi dedicare è lo stesso perché gli allenamenti Giallini mattina e pomeriggio come la Serie A. Come l’Eurolega. Anzi aggiungere l’Eurolega mi sa che si allena anche di meno perché giocando più volte durante la settimana loro fanno un unico allenamento. E però Sì esatto. Dietro ogni performance di qualsiasi sport c’è una preparazione e un allenamento VERAMENTE CHE SI VUOLE TANTA GENTE NON DI SPORT NON SI RENDE CONTO ANCHE QUANDO banalmente vediamo una partita di calcio che diciamolo rincorrono un pallone tirano i calci a una palla per scherzo loro dire ma veramente dietro c’è una preparazione ma anche solamente alimentare o mentale che magari non ci pensa e con un lavoro normale magari non c’è oppure c’è in altri ambiti


Speaker 1: della Legadue di qualche anno fa. Perché se penso i campioni che sono transitati in Legadue penso solo adesso a Milano che ha in stato iniziato. Mi ricordo forse a bere urina due sono tantissimi campioni quindi il livello è anche abbastanza alto da due spesso molto alto.


Speaker 2: Se si esatto guarda lei in realtà io l’ho incontrato alla sua prima partita all’esordio in Italia. Ero lì e fa la sua prima partita di Legadue col Cagliari tra l’altro Trinchieri in panchina c’era a Pistoia dove dove stavo io. Tra l’altro hanno perso loro abbiamo vinto noi ma vi ricordo che dopo un quarto e mezzo noi giocavamo piccolo centrale contro 6. Il lungo di Veroli gratis a un certo punto il nostro Aradori chiama dei ragazzi non giochiamo più però contro quella animale perché dice un mismatch al contrario c’è o ci ruba palla o ci fa perdere la visione per un passaggio per cui mi ricorda abbiamo cambiato completamente il piano partita cercando di non coinvolgerlo mai in difesa perché era veramente un fattore.


Speaker 1: Quand’è che tu hai capito che appunto lo sport il basket era un lavoro quindi diventava qualcosa anche per sostenere la tua famiglia ed era quindi qualcosa di più di una semplice passione se l’hai mai capito.


Speaker 2: Guarda una domanda da San Marco. Me la sono fatta pure una volta a questa domanda. In realtà per i primi anni non l’ho capito nonostante stavo in giro per l’Italia uno dei buonissimi contratti che avevo sempre tra la fame e la paura diciamo di non farcela comunque di arrivare di arrivare e forse guarda l’ho capito quando è nata la seconda figlia per cui mi sono reso conto comunque della vita ad esempio che ho fatto la prima per cui la prima ci ha quattordici anni e mezzo quindi veramente ha vissuto gran parte degli anni. Sai cambiare città quasi ogni anno ogni due anni scuola amicizie. Non è stato facile. Forse oggi direi alla nascita della seconda figlia. è stato chiaro insomma che era il mio lavoro infatti mi ricordo che quando ho rifatto la carta d’identità ho proprio messo. Professionista giocatore professionista nelle carte d’identità che fa un po effetto la si


Speaker 1: può mettere quindi non


Speaker 2: sapevo se vorrete. Assolutamente sì se


Speaker 1: faccio le domande che mi spetta non faccio né mi interessano. Il tuo lavoro e la tua carriera. Quali sono i compagni più forti che ha avuto. Che magari poi hanno fatto non hanno fatto una carriera importante.


Speaker 2: Guarda se ne posso citare tre. Non so quanto possa interessare al nostro pubblico o al pubblico se sicuramente uno lo ricordi perché io ho avuto la fortuna a 18 anni di esordire in Serie A con la Roma. Quindi la scuola della mia città non solo di esordire ma a far proprio parte della rosa. Parlo ormai di 20 anni fa si andava in 10 in panchina adesso si va in 12. Io ero il nonno. Mi ricordo quell’anno quindi ero un giocatore di contorno però comunque protagonista. Durante la settimana mi allenavo sempre perché chiaramente Parish contro 5 non erano sempre compresi. Quell’anno lì ho avuto la fortuna di essere compagno di scuola di Carlton Bayer. Sicuramente ti ricordi un pochino o chiaramente i più giovani magari non se lo ricordano più adesso fa il procuratore. Però ecco è stato un esordio col botto per me è stato veramente bellissimo. E poi lungo la carriera ho incontrato un ragazzo americano con cui ho condiviso un anno ad Agropoli un anno di Legadue dove siamo arrivati secondi tra l’altro abbiamo fatto un’annata strepitosa. Terence Roderick che aveva un talento veramente incredibile guarda credimi tra l’altro lui gioca ancora ancora in Legadue quest’anno sarò a Forlì ma è uno di quei giocatori che venivano dal ghetto quindi mi ricordo che inizialmente sembrava dovesse andare in B e poi fu ferito in una sparatoria al tendine d’Achille per cui era stato due anni fermo ho avuto problemi anche di giustizia. Cose così. Quando però è venuto in Legadue era chiaramente un giocatore ideale. E ho imparato tantissimo da lui poi ho avuto anche la fortuna di abitare praticamente attaccato ero stavano sullo stesso piano ad Agropoli me lo stesso. Insomma nello stesso palazzo stavo al primo piano. Lui era sulla destra e sulla sinistra quindi io ho avuto un rapporto speciale con lui per cui anche fuori dal campo è stato molto bello. E poi il terzo che cito l’argentino Manuel Carrizo avuto la fortuna di averla latina l’anno di serie B e poi di Legadue quando siamo saliti. Non so se lui te lo ricordi ma lui è uno di quelli che ha vinto tantissimi campionati tra Serie B e Lega due in Italia uno che aveva una mentalità incredibile Guarda Marco proprio di quei sei vincenti proprio quando uno pensa un vincente lui è uno di quelli per cui fisicamente mi ricordo lui ha avuto un problema notevole c’è lui da giovane uno che saltava tantissimo si ruppe il ginocchio e sbagliare l’operazione quindi sei aggiudicato praticamente per tutta la sua carriera ma nonostante Zuppi Gava ha insegnato pallacanestro è con lui ma ho veramente coinvolto nella parte più mentale del gioco il mio approccio.


Speaker 1: Questo è bello dello sport perché si conoscono le persone che vengono da realtà completamente diverse dalle proprie. E poi anche culture diverse. Avuto anche una fortuna incredibile a conoscere questi personaggi così diversi. Poi Khartoum. Penso che non conoscano tutti quelli sopra i trent’anni. Ecco perché se il basket è stato uno dei più forti giocatori italiani di sempre che detiene ancora record di punti in una partita in A2 poi penso a Rimini


Speaker 2: ti ricordi bene


Speaker 1: me invece degli allenatori quali sono stato un test più importante per la tua carriera. Forse il più pazzo invece che ha avuto anche perché gli altri di basket sono a monte sono abbastanza sopra le righe come comportamenti ecco


Speaker 2: guarda qui Marco non so se ti trovo d’accordo nel senso tendo a ricordare ci ho ripensato anch’io tante volte al percorso di gli allenatori che chiaramente non cambia di tanti e che hai visto poi più cresce di livello e più realtà l’allenatore è a rischio quindi ci sono state annate in cui addirittura Ho cambiato tre. In realtà ripensandoci adesso mi ricordo quasi sempre solo gli aspetti positivi le cose che mi hanno lasciato quindi veramente faccio fatica a ricordarmi gli aspetti negativi mi ricordo qualcuno che era veramente duro e tosti ad esempio ho avuto la fortuna perché ho la fortuna di avere Attilio Caja adesso l’attuale allenatore di Reggio Emilia ma fino agli anni scorsi era barese. Sempre l’anno quello di Roma quindi nel mio esordio tra i pro con Corto Majors. Era un Cagliari chiaramente di 20 anni fa non è il Cagliari adesso era veramente un sergente quindi io ancora adesso mi ricordo i 7 offensivi della squadra per quante volte ce l’aveva fatta vedere se quando ti entra proprio nelle vene per questo ti direi Ecco sicuramente Attilio Caja poi ce l’ho sono veramente tanti bravi bravi ad Agropoli mi ricordo Antonio Pater Noster Alex Spinelli che adesso ha sfiorato la promozione con Scafati gli ultimi anni. Un allenatore giovanissimo ma veramente talentuoso David Villa era l’uomo di tanti diversi ed è stato bello anche tutto questo mix


Speaker 1: già fatto questa domanda perché visto che prepareremo anche un attimo di Cooking io ho sempre amato gli allenatori molto duri e a me piacevano. Perché comunque per come sono fatto io nella torre duro serve perché tira fuori il meglio di me e psicologicamente non gli soffrivo. Però vedevo anche dei compagni che invece soffrivano molto questa cosa di essere ripresi i primi errori viene sostituito anche insulti gratuiti a volte ma non tutti funzionano. Ecco non so come. Come dire forse bisognerebbe un po modulare il proprio carattere in base anche a chi hai di fronte. Mi ci vedevo sempre un comportamento per me è giusto perché comunque se a me non dispiace. Però forse su alcuni non funziona non so cosa ne pensi tu


Speaker 2: guarda siamo veramente allineati ma in realtà nel senso che l’ideale sarebbe sarebbe sarebbe una modulazione insomma un approccio personalizzato su ognuno. è chiaro che in certi frangenti in certi contesti non è facile. Mi metto nei panni dell’allenatore. In realtà sto anche seguendo il percorso per diventare allenatore sono già a un buon livello nel senso potrei allenare ad esempio una squadra di serie cifre l’assistente di serie B sto chiaramente voglio voglio arrivare ad almeno avere il patentino per allenare anche potenzialmente più su e ti dico non è facile perché ci sono dei momenti veramente di tensione specie in partita per cui se uno dovesse scegliere secondo me è più giusto essere in generale. L’ideale sarebbe avere un approccio personalizzato.


Speaker 1: Concordo completamente con te. E poi l’ultima volta che ci siamo incontrati contro gli concime e piaciuta una frase che hai detto che parlavi che ti piacciono i leader silenziosi ecco nella tua carriera che è che può essere stato un leader silenzioso in una squadra.


Speaker 2: Guarda ce ne sono stati diversi a me piace dire il silenzioso perché non mi dà fastidio quando uno urla troppo o per forza ti devi riprendere con la voce con le parole. In realtà adoro l’esempio anche faccio forse un parallelismo che c’entra poco ma ad esempio quando ho cambiato completamente la mia vita sono passato dall’essere un giocatore professionista ad avere un lavoro nel dell’Università La cosa che ho fatto è almeno il primo anno i primi è stato guardare guardare gli altri osservare quelli più bravi di quelli che c’erano da più tempo di me e ti assicuro che spesso vale molto di più che magari uno che ti fa una buona mezz’ora dispiega un’ora che non è che ti urla contro uno magari a parole ti dice le cose quindi apprezzo veramente con l’esempio quindi i compagni di che ce ne sono stati tanti nella mia carriera. Io nel mio piccolo provare a fare la stessa cosa adesso che ho smesso di fare il professionista però comunque una mano la scuola ci è riuscito e l’Università chiaramente è una sfera piena zeppa di giovani e di ragazzi molto inesperti e mi piace avere un approccio di questo tipo per cui. Poche parole pochi strilli brevi gli faccio vedere con l’esempio quello che secondo me è la giusta direzione come ci si comporta. Mi sembra insomma che sia un approccio abbastanza gradito poi gli elementi come dicevo prima ma non è che puoi accontentare tutti. Quindi magari su ognuno su altri vorrei avere una voce più personalizzata invece come strillare. Magari ogni tanto


Speaker 1: ho capito benissimo e quindi tu sei anche uno di quegli atleti che è riuscito che si sta costruendo un futuro fuori dalla società dal mondo dello sport all’interno. In un certo senso però collaborando con un’università che non è una cosa di tutti i giorni come è arrivata la chiamata di come si sta sviluppando il tuo lavoro.


Speaker 2: In realtà Marco 6 pensi 25 mila gatti sono quei treni che passano una volta sola per cui memore di alcuni terreni che non avevo preso la mia carriera e ce ne sono stati tanti pensando sempre Vabbè poi l’anno prossimo tra due anni quando Ligabue ricorda ad esempio un anno che eravamo primi in serie B e giocava in Sicilia e a metà anno un po bellissimo eravamo primi rischiamo di salire è arrivata la chiamata da una di serie A uno dei razzi le rifiutai. Quando l’ho saputo il mio procuratore ma anche i compagni stessi dissero Tu sei pazzo di Gabi dalle tombe. Ma se mi vogliono bene il prossimo anno a settembre vado voglio finire un percorso voglio voglio fare la promozione qui invece non capitò più quel quel treno per alcuni anni. E certamente è un po un rimorso che ciò memore diciamo di queste esperienze quando è passato questo treno l’università dove si cercava una posizione aperta per il direttore sportivo è un italiano in realtà in inglese proprio dai retro Sports Operations e nelle università americane molto è un ruolo normale che c’è in ogni università. Sapevano che c’era questa posizione aperta fieramente cercavano una posizione full che dava la disponibilità piena. Io venivo in realtà da un campionato vinto ho appena vinto un campionato da protagonista. MILANO Dalla Serie B alla Legadue avevamo vinto quindi avevo anche diverse offerte buone economiche. Invece ho proprio pensato quasi quasi ci provo se mi prendono cambio vita e mi stabilizzano. Quindi è nata è data un pochino così.


Speaker 1: Poi come si è sviluppata la cosa progresso se collabori si aiuta anche giocando ti occupi del coordinamento di tutto lo sport della Bocconi a scapito quindi di tutti.


Speaker 2: Salvaguardare certamente lo sport in Bocconi con il nuovo campus sportivo adesso proprio un altro focus il piano strategico dell’università nei prossimi cinque anni vede lo sport protagonista. Prima non era così. L’università comunque era molto marginale per cui c’è un progetto veramente in prospettiva enorme e il mio compito è essere proprio da link tra il Dipartimento di sport e wellness e i campi in università ci sono tanti sport c’è il calcio c’è il basket della pallavolo ma c’è anche la Cross che è uno sport un pochino più di nicchia c’è il tennis e il golf adesso ci saranno gli sport acquatici e qui è un ruolo molto bello molto stimolante. Certamente. Le varie sezioni o le seguono ecco non metto becco sulle sulle scelte tecniche di ogni perché non mi potrei mai permettere però sono un facilitatore tra il dipartimento appunto i propri campi e il basket tra la sezione basket. Che è un progetto nuovo anche quello per la prima volta si fa una serie C Gold il livello è alto è chiaramente lì il mio aiuto maggiore è ancora magari giocare allenarmi con loro quindi non solo fare il direttore sportivo e cercare di creare benefit agevolazioni agli studenti atleti e comandò una mano giocando con lo potrò fare all’infinito perché ormai anch’io sono vicina ai 40 e siamo agli sgoccioli diciamo anche di questa parte della mia vita.


Speaker 1: Puoi fare come buffone e andare avanti ancora


Speaker 2: se si sarebbe sull’opzione però sicuro ma dopo tu l’hai assaggiato da questa parte diciamo del giocatore professionista. In realtà dopo che ho avuto una carriera del genere lavorare tutto il giorno perché il mio era un lavoro bellissimo che mi occupa tutta la giornata arrivare qui alle nove e mezza di sera che ti metti le scarpe da basket allacci e giochi tre volte a settimana è difficile. Non sono più un giocatore ero pienamente perché non mi alleno più non posso più non mangio più in determinati orari. Il mio fisico non ero più in una certa maniera quindi a volte diventa anche frustrante però mi rendo conto che in realtà stando anche solo in campo allenando i ragazzi do comunque una mano è una presenza comunque utile. Quindi finché sarà utile veramente loro lo faccio molto volentieri.


Speaker 1: E poi arriva il discorso del coach perché tu ti sei avvicinato anche al mondo del cinema entrando poi in Bocconi Sport. Era qualcosa a cui avevo pensato già prima. è stato anche qua un treno che è passato ha preso.


Speaker 2: Ma entrambe Marco. Perché è vero è stata un’occasione che mi è capitata appena arrivato lì ho colto al volo anche quella. Però siccome gli ultimi anni in realtà della mia carriera avevo iniziato il percorso da allenatore come dicevo prima non so se sai mai in Italia è molto lungo come percorso anche se tu hai giocato da Gianni realtà. Ci sono diversi livelli da superare e durano anni anche se appunto magari nei moduli che devi studiare o devi dimostrare solo non sono poi così ampi. Però ci sono proprio gli step che devi fare di anno in anno per cui in realtà quando ho iniziato diciamo 3 4 anni fa il mio percorso da allenatore era una di quelle cose che mi ero prefissato cioè avrei voluto fare un bel corso di mental coach perché ero sicuro che mi avrebbe aiutato mi voglio allacciare il discorso che facevi tu all’inizio dell’allenatore che dovrebbe avere un approccio personalizzato. Ognuno è chiaramente con il mentre il corpo secondo me è una cosa che tu acquisti o comunque riesci a migliorare no come aspetto quindi essere un po più empatico metterti nella prospettiva dell’altro. Capire quello di cui ha bisogno quindi è stato un mix di queste cose.


Speaker 1: Cosa. Cosa ti ha dato di più. Come pensi di utilizzare queste nuove nozioni che ha insomma


Speaker 2: ma guarda molto qui. Non mi vedo come un mental coach o farlo solo come professione penso anzi sono sicuro di utilizzarlo proprio nella mia vita privata ad esempio nel rapporto con mia moglie e con le figlie con mia figlia grande che ha 14 anni e mezzo in quella fase un po borderline nel senso che un minuto prima ride il minuto dopo invece Stella si mette a piangere. Quindi Isaiah mi ha aiutato perché ho finito questo percorso di due anni molto molto interessante e mi sta aiutando in questa fase. Poi anche nel lavoro in realtà ma senza farci caso. Non è che faccio delle sedute apposta anche con i colleghi come i responsabili di sezione con gli allenatori e delle varie squadre. Certamente avere un approccio personalizzato e fissarsi degli obiettivi comuni mi ha aiutato molto. Il goal setting è proprio scrivere le varie tappe per raggiungere un obiettivo che sembra banale. Però in realtà se poi non le identifichi e le fai diventa più lungo il processo per arrivare poi magari al tuo obiettivo. Quindi ecco questo paio di emozioni sicuramente mi porta a casa secondo


Speaker 1: me nello sport è molto importante anche il discorso dell’ascolto attivo perché credo che se uno debba fare l’allenatore manager anche ascoltare gli atleti cercare di capire appunto anche loro i loro interessi i loro dubbi le loro paure possa essere qualcosa che che alla fine funziona. Nel discorso di squadra e di performance quindi anche l’ascolto attivo può essere una cosa molto importante nel campo sportivo.


Speaker 2: Assolutamente concordo. Mi ero dimenticato di citarlo.


Speaker 1: Assolutamente sì perché appunto come abbiamo detto prima la vecchia scuola di allenatori era sergente di ferro un po molto duro. Ordini invece magari ascoltando anche i tuoi i tuoi compagni o i tuoi tuoi giocatori poi puoi imparare qualcosa. Te lo dico perché è uno dei miei senatori era un fan. Era stato a fare bei Clinic negli Stati Uniti all’Università nessuno mi ricordo come si chiamasse lanciatore di quello più famoso


Speaker 2: chance che forse ci scelse


Speaker 1: uno di loro non lui ma un’altra somma famosissimo. Qui una volta c’era un quaderno letto Scrivete cosa pensate che che non sbaglia. Che bisogna migliorare eccetera. Io nella mia ingenuità di quattordicenne ho scritto le cose che secondo me non andavano e le quattro partite successive non ho messo piede in campo. Una cosa che mi sembrava bella e rivoluzionaria poi si è rivelato un boomerang e invece credo che appunto un approccio del genere sia molto utile.


Speaker 2: Escludere comunque questa come l’assegno perché è molto carina come iniziativa da fare scrivere quattro cose chiaramente voi con un nome comporterebbe come vuole le altre che poi non ti fa più giocare perché hai detto la verità. Greco è un bel parallelismo ad esempio con i ragazzi dell’università insomma di tutti gli sport. Noi facciamo fatica ad esempio ancora come mentalità a farli allenare più di tre volte a settimana. I ragazzi hanno delle agende super piene in Bocconi per cui è anche normale è una cosa importante è ascoltarli e sapere quando magari stanno sotto pressione. Importanti oppure magari quando non vedono da tanto la famiglia perché sono fuori sede e sono magari tre mesi che vogliono tornare quindi sono tutti fattori. In realtà come dici tu puoi incidere in campo quindi saperli veramente tg agevola e ti fa diventare anche più empatico allora te li porti via dalla tua parte. Quindi molto bello.


Speaker 1: Poi un’altra cosa in più che puoi dare secondo me il coach con 5 la tua esperienza è quella di creare il gruppo perché penso che avrei avuto esperienze di squadra in cui avete formato dei gruppi bellissimi. Quindi siete andati anche oltre le aspettative pur non essendo i migliori. Proprio perché giocavamo l’uno per l’altro. In squadra invece che spesso hanno grandi talenti ma non le persone non vanno d’accordo ci sono conflitti non appunto non si fa squadra. Quindi queste cose che abbiamo imparato probabilmente ci aiutano anche nel creare un team Team.


Speaker 2: Assolutamente no. Cos’è che mi viene in mente su queste cose che hai detto una cosa. Per esempio mi sto trovando non male. Sono rimasto spiazzato nella mia nuova veste di direttore sportivo insomma. Comunque diciamo da scrivania adesso di lavoro c’è anche realtà se tu ci fai caso siamo sempre stati abituati ad avere una marea di Ship tech sia se giocava bene si giocava male ma avevamo Ship che visto dall’allenatore stesso ai compagni ho visto piazza del blocco meglio di qua no passa me la prima dai tifosi sempre a vedere dai giornalisti e dalle statistiche ogni domenica quindi ero un continuo uscire per migliorarmi come una relazione per esempio ho trovato che nel mondo lavorativo almeno dove sto io è un pochino più difficile avere tutti questi continui. Cioè magari ce l’hai alla fine del progetto che sta portando avanti. E questo forse è un aspetto che possiamo traslare dal campo. L’azienda comunque nel mondo lavorativo


Speaker 1: sia è perfettamente ragione mi ha fatto pensare una cosa che nel mondo lavorativo è molto più difficile comunque rispetto al mondo sportivo perché nel mondo sportivo ci sono dei valori e poi ci sono i risultati anche che rendono secondo me tutto e le regole che rendono tutto molto più semplice nel mondo lavorativo non è così è molto più complicato. Se uno è troppo come si dice ingenuo e spesso gli sportivi hanno questo tipo di mentalità sportiva iper sportiva la parola giusta per cui penso sono spiazzati dalla realtà del mondo lavorativo che diverso spesso non vengono dati apposta a qualcuno o non si crea il gruppo mentre io per esperienza personale quando ho fatto sport ovunque ce l’hai i compagni di squadra che quando sei in difficoltà ti aiutano ti danno i consigli ti tirano su anche quando l’allenatore ti riprende. C’è sempre il compagno che viene a dirti ma non ti preoccupare. Nel mondo del lavoro non è così.


Speaker 2: Se si va come si deve essere gente non è facile perché mi sono reso conto che non essendoci regole chiare e semplici oltre che delle linee che delimitano il campo un arbitro che stelle vuole leggermente più una giungla per cui è tutto molto più difficile. Ad esempio ti ripeto questo è un aspetto per cui ancora oggi faccio fatica un pochino quindi mi devo abituare.


Speaker 1: La vera ragione manca l’arbitro. Se l’arbitro


Speaker 2: fischia nello


Speaker 1: sport è la figura più criticata e più odiata soprattutto dai tifosi. Semplice fondamentale perché appunto ti dà delle regole che nella vita di tutti i giorni non ci sono. E poi mi ha fatto pensare anche io una volta che ho smesso di giocare a basket. Ho iniziato a giocare con gli amici in Prima Categoria a calcio e mi ricordo che essendo tutti amici tutti compagni di scuola e comunque sono andati molto bene ed era veramente un piacere giocare. L’anno dopo visto che abbiamo fatto bene la società ha deciso di fare degli innesti e questi maestri hanno spaccato completamente no lo spogliatoio e si sono creati dei problemi interni per cui nessuno ha reso più come prima e questo appunto sono delle problematiche che secondo me anche con le cucine si possono superare. Inserire nuove persone nel far sì che le persone si conoscano perché è spesso un problema che tu non conosci l’altro non conoscendolo hai diffidenza non so se anche tu hai avuto questo tipo di pensieri o problemi ecco


Speaker 2: no guarda è toccato un punto importante questo fatto di conoscere l’altro è molto importante. Chiaramente nel professionismo ha visto Marquez. Adesso è tutto più accelerato quindi arrivano giocatori in corsa il mercato è sempre aperto quindi in poco tempo due realtà devi trovare un’interazione quella con il tuo compagno di scuola che poi effettivamente la deve avere in campo solamente perché poi per forza di riuscire poi la sera a cena però è importante avere anche un minimo fuori perché poi quello sì si trasmette si trasmette anche in campo e questo è molto molto importante come aspetto assolutamente


Speaker 1: di sempre parlando di basket dove è molto più veloce il cambiamento dei giocatori rispetto al mondo del calcio che più conosciuto. A volte rimango stupito di come squadre importanti ogni anno ricambi uno su dieci su dodici giocatori Cammino sette otto e anche se prendono giocatori famosi super pagati non riescono ad avere quella chimica che avevano prima. Nessuno parla chiaramente ma sto pensando anche alla squadra di Milano di quest’anno che ha fatto benissimo in Eurolega. Un po meno in campionato però vedo che stanno rivoluzionando tutto mentre mi sembrava che il progetto stesse iniziando a funzionare


Speaker 2: ti dico solo che almeno da giocatore sarà più un giocatore un po anomalo però se con il fatto di avere la famiglia alle bambine ho sempre preferito i posti dove mi facevano dei contratti biennali triennali erano sempre di meno perché il basket è diverso dal calcio. Però anche per la lealtà con i compagni di squadra che ho avuto in questi 17 anni ma a nessuno piaceva piace girare come una trottola cambiare ogni anno città e palestra giocatori compagni. Quindi direi che più veramente la società che sceglie di fare queste cose non ti serve dire il motivo perché a Milano pure io fossi stato esagero voglio permettere le sole dinamiche però così a vederla da fuori avrei firmato tutti in blocco ci avrei riprovato l’anno prossimo perché se vai a vedere se arrivava da un tiro da tre punti dalla finale di Eurolega e hai toppato la finale però per alcuni motivi durante il campionato era andato benissimo. Non riguarda il motivo però io da giocatore avrei preferito avere per due tre quattro anni lo stesso gruppo se vai a vedere qualche società lo fa perché ad esempio Venezia sembra vedere in Serie A un gruppo o almeno uno zoccolo duro di 5 sei giocatori che si porta da 3 4 anni ed è rarissimo trovarlo.


Speaker 1: Infatti i risultati sono costanti i giocatori crescono soprattutto che la cosa più importante penso che questo si possa traslare anche nel meeting di lavoro del laboratorio non sportivo nel senso di far crescere le persone e di cementare il rapporto anche tra loro. Io mi chiedo anche tu che cosa porti della tua carriera sportiva nel mondo del lavoro normale. Di queste cose nuove che stai facendo la cosa più importante delle tue esperienze passate che ti serve nel mondo del lavoro.


Speaker 2: Guarda sicuramente quello di fare gruppo nel senso mi sono reso conto che è chiaramente la vita da giocatore in 17 anni non so quanti compagni di squadra ho cambiato Marcus non riesco neanche a fare il calcolo dei budget di almeno 15 16 all’anno. Non so quanti allenatori presidenti di varie squadre le cui città sono stato sempre abituato a cambiare i gruppi di lavoro per cui resta arrivare qua in università io sto qua da due anni e ho fatto amicizia con tutti i dipartimenti o con tutti gli uffici ma quasi. Ho veramente facilità di relazione mentre mi rendo conto che ci ha lavorato per 20 anni sempre nello stesso ufficio relazionano sempre con lo stesso collega è chiaro che ha più difficoltà a gestire o comunque 6 relazioni nuove entrare nei luoghi di lavoro per cui sicuramente me lo porto dietro. E poi un’altra cosa che mi porto dietro il fatto di lavorare sotto pressione. No perché comunque visto siamo sempre sempre sotto pressione il giocatore gioca devi sempre per formare ogni settimana meglio è che stai giocando bene la domenica e la domenica dopo. O giocare un pò meno bene o se vi si celano tutte quelle dei momenti decisivi della stagione i momenti decisivi durante la partita gli ultimi minuti di gioco e la salvezza di giorni. Quindi ecco questo senso di lavorare sotto pressione lo sta portando lo sono portate è quasi normale stare sempre sotto esame dimostrare ogni anno di essere all’altezza e guadagnarci l’altro contratto. E poi ecco forse l’ultima cosa che viene in mente anche di fare. Mi piace dire questa cosa di fare l’extra mai. Quando sembra che non ne hai più di tutti si è capito perchè ti ho visto quando giochi che sembra che sei sfinito. Però poi non c’è quel nesso con la buona difesa che fai che ti dà quella spinta per fare meglio magari quel minuto che pensavi di non farcela.


Speaker 1: Hai ragione meno signorile invece per due concetti che netto quello della pressione che è fondamentale perché facendo spazi sempre sotto pressione e poi nella vita lavorativa serve tantissimo. E mi ricorda che al mio primo colloquio di lavoro è stato con Ernest Yang avevano una delle domande era proprio se soffriva la pressione e la mia risposta netta No a me la pressione piace cioè mi piace stare sotto pressione. Ed era proprio collegato al discorso sportivo. E anche parlare di extra male hai ragione. Perché secondo me lo sport ti permette di capire che non è finita fino a quando non è finita. Quindi anche se pensi ma questo vale anche per la vita che qualcosa stia andando male che sia recuperabile. Hai sempre la possibilità di rimettere le cose a posto quindi non ti devi ti devi arrendere. Questo se hai ragione sono forse le cose più importanti che ti dà una cultura sportiva. E sono anche contento che la Bocconi faccia tutto questo lavoro adesso sullo sport che secondo me è fondamentale perché è vero che fa dei manager ma di completa così non so se sei d’accordo


Speaker 2: sia assolutamente guarda sfondi una porta aperta perché l’avviso dell’università è proprio quella serie anche sulla falsariga delle università americane dove è stato proprio provato scientificamente ma non c’era neanche bisogno che addirittura chi fa sport ad un certo livello. I migliori risultati accademici ad esempio riesce a ottimizzare il tempo ci organizzi meglio. Ecco ci sono tutte quelle soft skills ad esempio che senza sport è difficile no anche solamente lavorare in gruppo prendersi le responsabilità o che ne so parlare anche davanti a tutta la squadra se c’è un problema visto durante e relazionarsi con chiunque. Quindi è veramente importante questo l’agonismo. Poi ecco quello forse c’era chi non è proprio di sport. Il fatto che conosci relazioni amo sotto pressione ma quando sei stanchi o dove magari hai preso una gomitata al naso sei stordito e ne magari un blocco scelgo dietro la schiena quindi al massimo proprio delle capacità intellettive. Devi trovare una via per relazionarsi con i compagni con l’arbitro ad esempio un partito o l’allenatore.


Speaker 1: Ha perfettamente ragione infatti anche quando lo fai da giovane a livello giovanile comunque impari delle cose che ti serviranno sempre perché non è come andare a scuola dove fai un percorso lungo e in cui spesso hai sempre gli stessi compagni magari di cambi dopo cinque anni ma ti trovi con persone che non avresti mai conosciuto nella tua vita come compagno. Quindi persone che arrivano da situazioni diverse magari da nazioni diverse che hanno famiglie diverse dalla tua. Quindi tutti in relazione anche con realtà diverse. Questa è una cosa che non può che far crescere il forziere.


Speaker 2: Aggiungo una cosa buona ma che mi è venuto in mente perchè il fatto in realtà di gestire la vittoria o la sconfitta è un continuo ho visto ogni domenica per vincere anche gestire tutti quei momenti critici perché tutte le stagioni capitare visto che perdi 4 5 partite di fila il morale è bassissimo pur bellissime del gruppo quello che dici tu quel gruppo di amici quando giocava al liceo li doposcuola e se perdevamo due partite sono sicuro che stavate magari la partita dopo la vincere cioè reagiva ALLO SPECCHIO SPECCHIO E lo sport chiaramente ti dà l’opportunità di farlo non tutti i giorni ma almeno una volta a settimana


Speaker 1: hai ragione quella di gestire vittorie e sconfitte è fondamentale ed è fondamentale anche questo poi riporti nel mondo del lavoro ma adesso sto studiando come le università americane e tutti questi concetti sportivi. Gestione poi della sconfitta della vittoria sono sempre parte centrale di questi insegnamenti e secondo me nascono dallo sport e poi vengono portati nella vita di tutti i giorni quindi se uno ha già una cultura sportiva come stanno costruendo in Bocconi per di più con questi discorsi di che quindi aiutano ancora di più crei appunto delle persone scuola migliore a un certo punto di vista più pronte anche ad affrontare le difficoltà. Che in una stagione sportiva ci sono sempre ci sono anche nella vita però sai gestire con la giusta intelligenza sia la vittoria che la sconfitta. Non so se concordi con me


Speaker 2: ci sia assolutamente ripensarci ad esempio uno dei primi anni della mia carriera o stupido con la sparuta retrocessione ad esempio il rigore era la mia prima vera grande disfatta a livello di squadra per un’estate per tre mesi non ho rivolto la parola neanche ai miei genitori forse tre mesi. Però mi ricordo un mese intero ci sono stato da solo chiusi in camera e capisce da solo non può essere un comportamento normale nella vita poi quando vedo qualche cosa di più importante come reagisci Cero che poi lì non ci avevo un mental coach che mi ha aiutato lo l’ho sperimentato sulla mia pelle. I compagni di squadra e i genitori però è stato un processo lungo per capirle come gestire certe sconfitte. La figura del percorso secondo me in quel caso dell’allenatore che magari è formato uomo mentre ci può sicuramente aiutare da quel punto di vista


Speaker 1: ripensando anche a me aiutato tantissimo. La stessa figura dell’allenatore poi quando come abbiamo fatto un anno intero senza mai perdere una partita abbiamo vinto tutte. Quindi abbiamo vinto tutte le partite possibili. L’anno dopo invece le finali regionali abbiamo perso. Ed è stato un dramma perché non eravamo più abituati alla sconfitta però nello stesso tempo quando vincevamo e quindi magari qualcuno andava un po fuori le righe l’allenatore ti riportava subito in carreggiata nel senso ti diceva di smetterla di non basarsi troppo che poi. Prima o poi passi dall’altra parte. Quindi è veramente importante saper gestire questa cosa. E ripeto lo sport e anche il calcio ti aiutano a ad affrontare ma affrontare queste cose


Speaker 2: è più in un gruppo che vuole arrivare a un grande obiettivo. Da allenatore io quasi mi auguri rei di passare un periodo dove non vince dove dove va in crisi e che liberamente lo sceglie di più il gruppo c’è se c’è un gruppo vero ci fortifica dopo quel periodo. Se invece non c’è il gruppo spranghe non riprendi più roco per fare un parallelismo ad esempio mi permetto di farlo veramente. Insomma da appassionato del basket ormai anche semplice ben vedere Milano-Bologna la finale se tu ci fai caso BOLOGNA La Virtus è passata da un periodo difficilissimo ti ricordi a gennaio Giorgio. Praticamente l’avevano mandato via. La squadra era settima una squadra costruita per vincere. Da lì invece in realtà si sono buttati hanno superato un periodo difficilissimo e sono diventati più forti. Se vuoi vedere Milano o quasi paragonabile a quell’età che dicevi dopo quella scuola dura stare praticamente sempre vinto Milano non aveva mai perso due volte di fila e per la prima volta si è ritrovata a perdere due volte di fila nella finale scudetto per cui non ci hanno neanche avuto il tempo di digerire e di superare quella crisi non c’era altra via di fattori persino da fare una riflessione su questo


Speaker 1: si sono fatte sono crollate ragione sono crollati psicologicamente oltre che fisicamente perché non erano abituati. Pensavano di farcela facilmente mentre gli altri erano passati da quasi licenziamento e il proprio senatore dalla delusione di non essere entrati in Eurolega verso la semifinale EuroNCAP non so come si chiami adesso. E questo probabilmente li ha cimentati. Ho fatto un altro podcast con Francesca Gabetti che ha fatto una piattaforma di coaching un po di gestione manageriale ma viene da una famiglia di cultura sportiva soprattutto nel basket per grandi capitani dell’Olimpia Milano negli anni 80 e anche lei ha giocato a basket. Lei riporta sempre questi discorsi dello sport nel fatto che nella squadra tutti si aiutano ma anche quelli che sembrano più inutili. Quindi magari anche quello che porta sono le borracce. Magari all’interno delle dinamiche della squadra è importante quanto fuoriclasse. Quindi proprio da questa cultura sportiva si capisce come chiunque in un team di lavoro sia in realtà fondamentale se ben integrato in se viene utilizzato.


Speaker 2: Loro bellissimo vero hai ragione e ragione perché era un elemento sottilmente do per scontato però invece se ci pensi è proprio così.


Speaker 1: Se ci pensa quante quelli che sono più ricordate che sono i massaggiatori o il magazziniere o appunto il compagno che non gioca mai ma che comunque tiene sul morale della squadra che ha sempre una parola e secondo me queste sono tutti cose che bisogna portare nel mondo del lavoro perché magari c’è quello che si sente un po nell’ufficio un po meno considerato che invece può essere importantissimo e secondo me anche qualcuno ci può funzionare perché appunto parlando ascoltandolo si trovano magari delle caratteristiche che possano servire all’azienda o al piccolo gruppo di lavoro. Probabilmente adesso tu te ne accorgerà e facendo questo lavoro di coordinamento è. Quindi grazie per il tuo tempo. Spero che sia stato interessante per i nostri ascoltatori. Per me è stato molto interessante anche perché mi ha riportato in mente vecchi ricordi e me dato anche dei bei spunti anche per fare altri altri podcast. Quindi ti ringrazio


Speaker 2: Marco Piacere mio e ti ringrazio anche perché si consuma da questo si Sarri arricchito perchè anche tu hai detto due tre cose che mi sono segnato quindi sono veramente contento guarda ho a disposizione.


Speaker 1: Grazie grazie ancora. Grazie del tuo tempo. Buona serata.
Speaker 2: Ciao ciao.