Podcast Tips “Coaching: domandare, ascoltare, empatizzare”

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Finalmente parliamo di coaching. Un articolo dei HBR pone attenzione sulle tre fasi principali di un rapporto tra coach ed assistito. Domande, Ascolto, Empatia.

Ascolta “Podcast Tips “Coaching: domandare, ascoltare, empatizzare”” su Spreaker.

Trascrizione del podcast

Ciao a tutti i nuovo podcast tips oggi parliamo di coach per i coach mi sono letto sulla stessa Review un articolo sul coach in un articolo che parla di coach Singer e di come i coach dovrebbero chiedere ascoltare e simpatizzare.

Questi sono concetti cardine del coach e quindi sono a me molto care visto che mi sono appassionato a questa disciplina. Le domande sono proprio il punto cardine. L’ascolto è fondamentale e l’empatia.

Vedremo come è importante anche nel rapporto tra cliente assistito e Coach Coach e coaching consiste proprio nel connettersi con le altre persone ispirare e spingerle a fare del loro meglio.

Quindi si tratta più che altro di una sfida di sfidare le persone a trovare le risposte di cui hanno bisogno da sole. Il coach è un traghettatore. La stessa parola coach in lingua anglosassone si può tradurre come bassa quindi proprio mezzo di trasporto.

Il coach è colui che ci permetterà di raggiungere il nostro o i nostri obiettivi. E come inizia una seduta di coach. Come si inizia a interagire con il proprio assistito con le domande. Quindi la cosa più importante è chiederle. Bisogna dare spazio a un’altra persona e bisogna sempre iniziare con delle domande aperte.

Una domanda aperta potrebbe essere anche allora vorresti iniziare quindi la chiave e soprattutto stabilire una ricettività con l’altra persona persona ha bisogno di discutere e noi non dobbiamo mai farci prendere un coach dovrebbe mai farsi prendere dalla voglia di interrompere la persona perché ha già una risposta no dovrebbe far sì che la persona continui a parlare liberamente che la persona appunto rifletta sulle sue sue esigenze.

Bisogna quindi lasciare più spazio possibile all’altra persona senza avere già una propria agenda di domande o di altre soluzioni da applicare perché non funziona così. è molto bello che in questo articolo se cifre si citi un libro Camping del professore delegati gramsciana che identifica diverse modalità di indagine che possiamo impiegare quando Offriamo aiuto e si adattano benissimo alle conversazioni di coaching.

Quindi Shane inizia parlando facciamo scendere solo lo so esattamente come si pronuncia si produce mi scusi no i puristi inizia a parlare di pura indagine quindi una raccolta di informazioni da un’altra persona.

Quindi domande aperte che ci portano ad avere più informazioni. Il passo successivo è invece quello dell’indagine diagnostica che consiste qui per focalizzare l’attenzione dell’altra persona su aspetti specifici della sua storia aspetti aspetti che per noi sono quelli critici o più importanti possono essere i sentimenti le reazioni le cause.

Il passo finale o successivo è quello che lui definisce inchiesta conflittuale quindi non significa che abbiamo un confronto letterale con l’altra persona ma più che altro che sfidiamo alcuni aspetti della sua storia introducendo nuove idee ed ipotesi.

Questa cosa è curioso visto anche il mio corso della me e Martin negoziazioni il famoso motivo no. Quindi porre queste domande che fanno sì che il dell’assistito possa pensare a nuove strade nuove idee e a nuove ipotesi per portarlo appunto a darci una risposta a capire dove deve migliorare.

Quindi è veramente fondamentale nelle conversazioni cooking. Dedicare tutto il tempo necessario nelle fasi iniziali resistendo all’impulso di saltare avanti.

No di giudicare o di voler prevaricare pensando già di avere una risposta ai problemi dell’assistito questo non va assolutamente fatto.

Altro punto importante del quale ho già parlato è quello dell’ascolto. E c’è come già detto una grande importanza tra ascolto e ascolto l’ascolto che dobbiamo utilizzare in un percorso di coaching è l’ascolto attivo un ascolto che quindi non è solo l’ascolto uditivo ma anche l’ascolto visivo nel senso che noi dobbiamo anche guardare il più possibile l’altra persona per avere più informazioni possibili perché anche il linguaggio non verbale è fondamentale.

Anche l’Osservatore l’altra persona mentre parla ci dà molti più dati possibili quindi possono essere espressioni facciali gesti tic l’interesse che ha il coinvolgimento che ha anche queste informazioni.

Ci sono fondamentali per noi e la nostra attenzione Mestre focalizzata su un’altra persona non è compatibile fare Cooking nello stesso tempo avere un approccio multitasking quindi avere in mano il cellulare fare altro.

Questo lo dico perché soprattutto in questo periodo quella pandemia si fa molto col cibo online e può essere che se mancano le device si faccia anche un accenno di tipo telefonico quindi può succedere che una persona non riesca a essere concentrata al 100% e faccia altro.

Fondamentale in questo caso sarebbe segnare se i punti principali sul foglio. Ciò non distoglie l’attenzione dall’altro ci permette anzi di ricordarci cose che magari ci potremmo dimenticare.

L’ultimo punto che l’articolo sottolinea è quello dell’empatia per simpatizzare l’empatia è la capacità non solo di comprendere il punto di vista dell’altra persona ma anche di cercare di sperimentare direttamente le sue emozioni e quindi cercare di entrare proprio nell’altra persona di ragionare con un’altra persona.

Si dice di entrare nelle sue scarpe no di mettere le sue scarpe. E questa è una connessione che rende possibile e soprattutto rende ottimo i cocci. Si può avere successo col Cooking solo se si riesce a creare questa empatia con assistito.

Per questo sono molto importanti quasi tutti i coach farlo prima delle sedute preparatorie lo fanno le sedute di coach preparatorie spesso gratuite nelle quali si cerca di capire prima se i problemi dell’assistito siano problemi più di carattere psicologico.

E ricordiamo che i coach non è uno psicologo quindi sono problemi psicologici deve farsi seguire da uno psicologo ma anche per capire se c’è empatia fra le persone se si riesce a creare un rapporto di fiducia un rapporto in cui riusciamo coach riesce a mettersi nei panni di un’altra persona nel caso così non fosse sarebbe meglio consigliare alla assistito un altro professionista.

E questo sarebbe doveroso perché non riusciremo perché il coach non riusciremo mai a fare un buon lavoro con questa persona. Se non riusciamo ad entrare in sintonia con essa quindi spero che questa condivisione di questo articolo mi sia piaciuta.

Vi consiglio comunque di andare a leggere Harvard Business Review. Alcuni articoli sono gratuiti altri sono a pagamento ma la cifra irrisoria comunque per avere tutto il materiale.

Ci sono articoli su tantissimi argomenti e sono fatti bene. Ci possono aiutare in molti casi quindi vi consiglio date un’occhiata se avete qualche minuto da perdere. Grazie a tutti. Al prossimo podcast.

Marco Principi Coaching