Podcast Tips “Talento e Passione”

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Passione, responsabilità ed etica del lavoro sono 3 temi importanti nel mondo del mental coaching.
Per raggiungere i nostri obiettivi il solo talento non basta, dobbiamo diventare consapevoli.

Ascolta “Podcast Tips”Talento e Passione”” su Spreaker.

Trascrizione del podcast

Ciao a tutti. Il nuovo podcast tips, bentornati e benvenuti. Vi ricordo che Potete riascoltare i miei podcast sul mio sito www.marcoprincipi.it..

Oggi voglio parlarvi di tre elementi molto importanti nel mondo del concept. Passione etica del lavoro e responsabilità lo farò tramite la storia una storia vera la storia di un ragazzo che ama lo sport ama tutti gli sport e scopre di avere un particolare talento per il basket anche se la sua passione per il calcio.

Scopre una fiera di paese giocando una delle macchinette messe a disposizione dagli esercenti. Perché inizia a giocare non la smette più perché continua a pallacanestro continua a vincere premi. Sarà lo stesso esercente a dire di smettere.

Tornata a casa anche gli stessi genitori sono sorpresi da questa mole di premi e decidono di consigliarvi di fare un provino per l’Olimpia Milano l’Olimpia Milano e l’attuale Armani Jeans Milano all’epoca era Philips mi hanno preso e la possiamo accostare se parliamo di calcio, alla Juventus all’Inter al Milan uno dei club più prestigiosi in Italia e al mondo.

Il ragazzo fa questo provino lo passa inizia a giocare nelle giovanili di questa società e fa praticamente tutta la trafila. Curioso è che il primo torneo che viene premiato come miglior giocatore del torneo. Quindi il talento c’è il ragazzo cresce si diverte e faccio un piccolo inciso.

La vita degli sportivi anche giovani che giocano però a livello agonistico è come quella degli adulti con in più la scuola. Quindi si parla di quattro allenamenti a settimana. Di tre ore più una scuola la mattina della sera e più due partite nel weekend quindi sei giorni su sette sono occupati dal basket. 

Ma se uno si diverte questo non è un problema anzi diventa una cosa naturale. Quindi tutto fila liscio. La squadra continua a vincere dice talmente tanto che verrà iscritta anche a un campionato con persone di due o tre anni più vecchi di loro per mettere in difficoltà tanti fra un anno cominceranno tutte le partite.

Vinceranno sempre i titoli provinciali perderanno una sola volta a titolo regionale sono amici e fanno sempre vincere il titolo italiano. Ma cosa succede in tutti questi anni.

Un giorno l’attore chiede a un compagno di squadra nello spogliatoio prima di una partita. Quale fosse secondo lui il giocatore più forte nella squadra. E questo compagno indica proprio il protagonista della nostra storia. Il nostro protagonista la reazione inaspettata da fuori sembra che non sia cambiato niente.

Invece qualcosa cambia. Non crede che questa decisione sia giusta. Crede che sia un bluff perché pensa che almeno tre suoi compagni siano più bravi di lui e che almeno altri tre siano sullo stesso livello.

Quindi non pensa di meritarsi questo status di più forte della squadra ma forse. Non è che non pensa di meritare asilo e che non pone questa responsabilità essere indicato come il migliore vuol dire crescere di diventare un punto di riferimento per tutti. E questo vuol dire un altro tipo di impegno.

Un altro tipo di pressione che non accetta e quindi inizia ad auto sabotare un altro concetto che nel mondo del coaching l’abbiamo già trattato. Non si allena più come prima e soprattutto non si diverte più come prima.

E anche sul rendimento in campo diminuisce tant’è che da protagonista diventa una sopraffazione non scegliere neanche più in campo.

Ma questo ragazzo orgoglio quindi decide Ok non voglio la responsabilità ma voglio di conquistare un posto in squadra diventerà uno specialista. Specialista nel basket per chi non lo conosce possono essere chi è molto bravo a prendere rimbalzi chi diventa invece un grande tiratore quindi fa molti punti o chi invece è un grande uomo squadra perché è un grande difensore e quindi diventare un uomo squadra. 

Difesa quindi essere un grande difensore e aiutare i compagni in difficoltà ma capisce che qualcosa non c’è più e questo è qualcosa che non c’è più è la passione e senza passione non è più disposta a fare questi sacrifici.

Che questo lo possano vedere nel mondo normale nel mondo reale. Infatti si dice spesso. Che qualcuno è fortunato quando il suo lavoro e anche la sua passione. E come se non lavorasse una volta perso questo diventi difficile fare questo tipo di vita.

Infatti nonostante il suo allenatore non poi di. Non è così semplice perché a questi livelli se ha un cartellino di 6 proprietà della società la società vuole far finire il contratto lo fa mandando una squadra satellite in una squadra secondaria per utilizzarlo per parcheggiare giocatori che non credo non siano pronti per andare nella squadra principale.

Questa squadra diventa la star di questa squadra. E si diverte perché l’impegno è nettamente inferiore. Sono solo due allenamenti alla settimana di un’ora. Si gioca solo una volta a settimana contro squadre anche di scarso livello. 

Fino a che non si fa l’amichevole fra questa nuova squadra. è un’altra squadra le giovanili dell’Olimpia Milano meno di un anno più giovane rispetto a quella in cui gioca il nostro protagonista pensa di fare una partita normale quindi di giocare bene invece non tocca palla viene sovrastato fisicamente e tecnicamente da quelli che prima non erano neanche i suoi ex compagni ma erano quelli che un anno più giovane li capisce un’altra cosa.

Che il talento non basta ci vuole anche il lavoro. Ci vuole un’etica del lavoro il talento va coltivato la passione va coltivata e anche se sono passati solo sei mesi sono bastati sei mesi per far sì che sempre un brocco solo perché non ha più quella voglia quella forza agonistica e quell’impegno che lo porta a sacrificarsi ogni singolo giorno.

Risultato finale per la performance. Da questa storia quindi possiamo avere tre grandi insegnamenti. Che il talento. Che tutti noi abbiamo tutti noi abbiamo qualcosa di cui siamo particolarmente bravi. Non conta nulla non conta nulla se non è affiancato dalla passione che fa sì che tutti i sacrifici che noi andiamo a fare non ci pesino. Soprattutto dalla etica del lavoro.

Quindi vuol dire che qualsiasi cosa noi siamo in grado di fare deve essere allenata dobbiamo studiare. Dobbiamo essere sempre sul pezzo dobbiamo sempre essere aggiornati quindi è un processo che non termina mai perché appena terminato questo processo appena abbassiamo la guardia c’è qualcun’altro che invece non sta facendo questo qualcun altro ci sorpassa con merito.

E poi c’è un altro grande discorso è quello della responsabilità. Responsabilità spaventa la responsabilità fa paura a tutti. Però arriva il momento la nostra vita. O prima o dopo le responsabilità. Dobbiamo prenderci. Solo se ci prendiamo le nostre responsabilità allora raggiungiamo anche la nostra consapevolezza. E questo è un altro grande insegnamento di questa storia. Grazie a tutti.

Marco Principi Coaching