Il podcast Special People di oggi con La Giornata Tipo

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Oggi si parla con Raffaele Ferraro, ideatore di uno dei più seguiti blog sul basket. Parliamo di pallacanestro, vita e “Black Lives Matter”.

Listen to “Special People podcast con La Giornata Tipo” on Spreaker.

Trascrizione del podcast

00:00:29
Speaker 1: Allora ciao Raffaele grazie di essere qua. Ciao ciao ciao Raffaele alias la giornata tipo ti dico abbinata l’idea di chiamarti perché è solo un appassionato di basket. E poi sono sempre ammirato dalle persone che fanno diventare un lavoro una loro passione. Quindi volevo capire. Questa domanda trova l’ho già fatto in tantissimi da dove era nata l’idea.

00:00:58
Speaker 1: Allora io sono un ultra trentenne quindi io ho vissuto proprio la nascita dei social network ma soprattutto quello che c’era prima nei social network. Sì io sono un ho sempre giocato a basket da quando sono bambino i campionati è sempre stato un brano passato il basket insomma quando noi avevamo 18 20 anni 25 anni i social non esistevano esistevano solo magari quelli settoriali tipo MySpace per gli appassionati di musica ma in realtà ce lo volevamo discutere di qualcosa. Altre persone in giro in giro per l’Italia o in giro per il mondo utilizzavano i forum e io diciamo scrivevo spesso su un forum di basket emiliano romagnolo sono solo di Bologna si è giocato a basket e sostanzialmente mi sono fatto palestra perché il mio nickname inventava storie relative a avversari umani squadra arbitri e allenatori della dell’Emilia Romagna e di varie categorie utilizzando molto molto molto carina. E uno dei format più utilizzato spesso per prendere in giro il malcapitato di turno era inventarmi la giornata ci avrebbe potuto trascorrere dalla mattina fino alla sera e quindi da qui la giornata tipo hanno un po un po alla volta. Nel 2011 2012 più o meno ho visto che tanti miei amici parlavano in sé X-Box e X-Box. Mi sono iscritto su Facebook ho visto la tipa che viene a Bari scritta anche lei su Facebook. Ora io volevo un brano che l’iscrizione a un social network o fosse un po fine a se stessa perché in generale non sono uno che utilizza i social per spiare quello che sono gli altri cioè li utilizza al massimo per informarmi. E in quel caso ho detto Beh scrivo su Facebook lo voglio fare per parlare di basket e quindi ho creato o la pagina ma la giornata tipo perché all’inizio scrivevo a raffica giornate tipo su giocatori di basket miei della serie allenatori e un po alla volta ma vedendo che da soli da subito è piaciuto perchè non mi sembrava quasi vero. I primi due tre giorni. C’era un sacco di follower c’erano erano di Bologna non erano lì non mi conoscevano semplicemente utilizzando lo strumento della condivisione erano venuti a conoscenza di un pezzo letto loro lo avevano apprezzato e avevano deciso di seguire la mia pagina e da lì un po alla volta la giornata tipo diventa un contenitore di tante cose che riguardano la palla.

00:03:54
Speaker 1: So che è un po quello che poi oggi ho capito se anch’io sono io sono un ultra quarantenne addirittura quindi mi ricordo come fosse il mondo prima. Comunque fosse stato anche uno dei pionieri a scrivere sui forum perché io ti assicuro che fino a cinque sei anni fa non capivo ancora come utilizzare i social network non per aggiungere amici o postare foto in bianconero. Non avevo capito che si potessero fare dei contenuti interessanti.

00:04:24
Speaker 1: Senti un po un po la scelta di tutti i cerchi magari altri social network perché dice non ce c’è hobby a 100 follower su Instagram in una settimana c’è chi magari decide di ingegnarsi provare qualcosa di interessante. Nel mio piccolo ho o tenta di fare qualcosa di interessante o per qualcuno interessante oppure no. Però perlomeno diciamo la mia volontà è stata quella. Fin dall’inizio c’è chi dei social network non fosse qualcosa di simile a se stesso. E chi è veramente. O come il messaggio ti mette quando ti spinge su Facebook cioè ti serve a collegare le persone.

00:05:13
Speaker 1: L’idea era quella di collegare gli ha passato bassi io ti seguo e ti seguo perché poi ti chiedono anche se siete un team. Se sei tu da solo. Devo dire che la pagina è molto bella perché oltre informare sia sul basket in B che sul basket italiano e anche sulla Lega userà armi da non mi ricordo più la Serie A2 nella serie A2. è anche molto ironico e a volte anche fa riflettere alcuni dei vostri o dei tuoi post. Qui trovo che sia abbastanza completa come come come blog diciamo. Parla di basket ma non solo di basket e parla anche di. E presente.

00:06:01
Speaker 1: Riva Fire nasce e l’obiettivo è. C’è poi L’obiettivo è valutare arrivasse anche qui con gli amici o con i compagni di squadra gioca ancora in maniera ignobile nei miei bassifondi di incassi con gli amici. E quando parliamo di basket non parliamo solo del tiro da tre punti. C’è solo derby chiaro ma piuttosto una giocata di geologici ritaglio o cose così. Parliamo anche di quello che ci gravita attorno al basket o che comunque c’entra anche col basket ma magari non è un tema prettamente incentrato solo solo solo sul basso. Lo sport è un veicolo un veicolo incredibile sociale culturale e etico politico economico finanziario. C’è spazio veramente in tanti tanti ambiti e mi piace ci piace trattare anche argomenti che magari sfiorano semplicemente la pallacanestro perché ci piace trattare perché magari in determinati casi quegli argomenti sono veicoli di messaggi belli i messaggi che secondo noi devono o possono essere amplificati e detti e che ci piace far far leggere a raggi X FAR CAPIRE CHI E ma non è solo schiaccia projects c’è c’è di più all’interno di qualsiasi sport nel nostro caso infatti può chiedere anche cosa ne pensi della presa di posizione che hanno avuto le squadre in B durante i playoff blacklist.

00:07:53
Speaker 2: E allora.

00:07:55
Speaker 1: Sicuramente non è semplice a differenza di quello che succede sui social network per noi da qui se dare un giudizio concreto sono d’accordo i giudizi li abbiamo letti da parte di chiunque omesse. Come se ognuno di voi vivesse sulla propria pelle determinate determinate questioni. A me non ha stupito. E secondo me è anche coerente. C’è quindi tutto quello che hanno fatto. Una cosa coerente lì è formata soprattutto da giocatori afro americani e tantissimi di loro mi verrebbe da dire la stragrande maggioranza e hanno un passato che affonda le radici in tutto ciò che c’è di problematico a livello sociale negli Stati Uniti. Quindi sono giocatori sono anche storie che ci piace raccontare a che vengono dal ghetto che vengono dalla assoluta povertà che fino a diciott’anni non avevano neanche i soldi per andare da Olanda e poi è solo grazie allo sport e al loro talento per lo sport sono riuscita a voltare completamente pagina a dare finalmente un senso positivo alla loro vita. Vengono investiti da vagonate di milioni di dollari. Però non si dimenticano di chi di dovere fino a qualche anno prima di dove magari sono ancora i loro amici e i ricordi di dove vivevano fino al giorno prima di mettere i piedi. Ricordiamo che al oggi ancora non percepiscono neanche neanche un dollaro e quindi mi sembra coerente perché perlomeno i portavoce di un determinato passato determinato messaggio sono persone che hanno vissuto quello di cui parlano. Io ci ho provato un messaggio coerente.

00:09:52
Speaker 1: Quali sono stato interrogato ma non ci avevo pensato Io a questa argomentazione cioè proprio ragione perché loro molti di loro che hanno vissuto sulla loro pelle situazioni del genere.

00:10:07
Speaker 1: Comunque anche se sono ormai stra ricchi stra famosi si vogliono prendere la responsabilità di sensibilizzare anche le altre persone facendo anche gesti eclatanti come questi. Devo dire che confrontandolo con quello che succede tipo anche nel nostro Paese in altri sport non vedo non tutti ma molti sportivi che ci sia questa sensibilità verso il sociale anzi spesso dicono No non mi chiamo. Quello che faccio io per lavoro lo sport con altri argomenti. Invece loro sono figure importanti soprattutto per i ragazzi quindi è bello che si impegnino anche facendo cose che poi possono essere per molti discutibili.

00:10:53
Speaker 1: Ecco ci si legge spesso magari come commento. Queste notizie persone che scrivono ma che pensino solo a giocare a basket e pensano al loro sport. Che che di politica o di altre cose non se ne intendono non si devono permettere di parlare e invece penso che ognuno di noi è un essere umano. Non siamo di euro o meglio un po abbiamo gli occhi orecchie e ci formiamo. Ci sono cose che ci piacciono ci sono cose che non ci piacciono. Ci sono cose che viviamo sulla nostra pelle che vorremmo cambiare. Ci sono cose che invece vogliamo gridare al mondo se sono fisse e quindi io credo che loro come noi abbiano tutto il diritto di parlare di quello che vogliono e nel loro caso. Quando vi erano dei messaggi oggettivamente positivi come può essere la battaglia il razzismo. C’è un messaggio oggettivamente positivo e se qualcuno è o si sente di criticare il messaggio della lotta al razzismo evidentemente ha dei problemi seri gravi e gravi LUI NON LO Ola o la celebrità si fa portavoce di cosa stanno vendendo. Comunque sia sensibilizzando sull’argomento magari persone o anche giovani che non percepiscono determinate tematiche come come i problemi il razzismo è produce a livello sociale probabilmente il più grave problema nel mondo c’è un po da tutte le parti non esiste un Paese dove non ci sia un solo problema di razzismo perchè la nostra cultura è in molti casi di repulsione nei confronti di qualcosa che è diverso da noi il colore della pelle nel pensiero la religione. In come ci sediamo a tavolo o in tante altre cose e quindi io sono contento di fare l’esempio più eclatante di tutto quello che fa al di fuori del campo o un personaggio come LeBron James esattamente come anni addietro in situazioni politiche e sociali e storiche molto più difficili di oggi e dove insomma ci sono i social network un po tutti possono dire quello che voglio. Penso ai vari Karima già piuttosto che Mohamed da lì addosso tanti antisportivi che hanno in certi casi anteposto determinate questioni rispetto al loro status di Championship.

00:13:34
Speaker 1: A proposito la storia di Abdul Giamaica io non la conoscevo. Devo dire che l’ho conosciuta grazie alla giornata tipo quindi per questo trovo molto interessante perché anche una persona io mi reputo una persona che si informa che chi legge. Però poi le storie personali di molti personaggi non le conosce e quindi li consideri in maniera diversa da quello che sono realmente. Quindi la storia di Karima veramente mi ha colpito molto.

00:14:03
Speaker 1: Non pensavo fosse avesse una storia così alle spalle anche se nel presente è un personaggio super interessante ciò che ha scritto libri ho un paio veramente veramente bellissima e sono super campioni che riescono a essere.

00:14:26
Speaker 1: Mi viene da dire campioni però non è neanche giusto però che riescono ad eccellere anche in quello che che esce fuori dal rettangolo di gioco. Quindi la mia stima nei confronti di quei personaggi è sicuramente sicuramente doppia. Quindi tornando all’argomento perché i super attualità. Giusto o sbagliato io non sono nessuno per dire se hanno fatto bene a boicottare le partite se hanno fatto bene a mettersi messaggi speciali sulle maglie da gioco anziché il loro cognome. Non voglio entrare ho la mia opinione. Ognuno di noi della ex e in molti casi sarebbe meglio tenersi la terra per sè. Però trovo che sia stato coerente. Se proprio ci dovevano essere degli sportivi a farsi portavoce di determinate battaglie secondo me è molto coerente che siano stati i giocatori di basket. Direi di sì.

00:15:28
Speaker 1: Hai ragione. Un grazie per come è fatto pensare anche in una maniera diversa. Qui non avevo pensato prima. E a proposito appunto di questi giocatori con storie particolari. Qual è la storia di un giocatore che ti ha veramente colpito.

00:15:47
Speaker 1: Lo so anche tantissimo forse è solo lo sport in generale. Oggi si parla di storytelling chi fa comunicazione storytelling si raccontano storie di mille amis. Lo sport è un infinito un’infinita enciclopedia e raccolta di storie che mi hanno colpito. Ce ne sono tantissime tantissime ora ora che non conoscevo assolutamente. Grazie insomma a una persona che collabora alla giornata tipo. Sono venuta a sapere la storia di uno che probabilmente su 100 persone che seguono il basket conosce una persona sola ed è questo ragazzo che si chiama David dei ghiacci di Modena. Sì io a fine anni 90 era entrato in campo nella finale scudetto tra la Virtus Bologna e la Benetton Treviso era giovane. Era il 12 anzi appunto in B decimo uomo e quindi ma Ettore menti il giovane Ettore Messina che arrivò a partita ormai finita lo ha lanciato nella mischia quando ormai al paradosso erano tutti pronti ad invadere il campo per festeggiare i suoi in quel minuto e mezzo. Mi ricordo esattamente quanto giocò riuscì anche a far canestro. Tre anni dopo quel canestro da Legacy era sui marciapiedi i medi in Colombia a disegnare e questa è una storia incredibile. Questo ragazzo qui fino al 1993 se non sbaglio era l’anno della finale scudetto. Era ritenuto insieme a Giacomo Balla e Andrea Merighi ci sono chi segue il basket Anni 90 siano signori giocatori sicuramente degli ultimi 30 anni del basket italiano era ritenuto il miglior giovane prospetto a vincere il taglio quindi aveva tutte le carte in regola per diventare un buon giocatore di Serie A. Dopo quella stagione la Virtus lo mandò in prestito a giocare in A2 se non sbaglio al Brescia e insomma fece discretamente ma diciamo in lui nacquero un altro tipo di esigenza cioè il richiamo di avere un altro tipo di stimoli che evidentemente il basket fino a quel momento non gli aveva dato in lui. Ha 23 anni se non sbaglio ha smesso di giocare a basket. Ha lasciato l’Italia e per 11 anni ha fatto il nomade in giro per il mondo credibile. Ho voluto girare il mondo ha veramente girato nel suo mondo ha vissuto anche una tribù di di antichi messicani. Ha vissuto delle esperienze che magari ognuno di noi darebbe un rene per vivere. Ma probabilmente non avrebbe neanche neanche il coraggio di lasciare la propria casetta di comodità e vai a fare quello che ha fatto come ha fatto un’incredibile esperienza di vita e in tutti questi anni a un certo punto ho lasciato l’amore ha avuto una bimba e ha 35 anni se non sbaglio è tornato in Italia. Il modenese oggi fa l’allenatore di basket in serie C e cioè ha una storia una storia fortissima che va al di là dello sport è una storia umana e una storia. Chi è mio nonno mi hanno lasciato un po perplessi leggendo certi commenti dove c’erano delle persone che dicevano quanto talento sprecato e lui aveva del talento e ha deciso di buttarlo via per fare altro ma in realtà probabilmente sì. Il suo talento era fare ad ognuno di noi deve decidere come vivere la propria vita e quindi dobbiamo giudicarlo per quello che ha fatto anzi è stato quello che sognavo di fare. Sono strafelice anche per lui. Anzi ci vuole coraggio anche io avere un ruolo felice nel girare il mondo. Piuttosto un giocatore di basket voga presso il solo a riuscire a fare del suo sport. E questa storia mi ha colpito tantissimo anche perché non la conoscevo ed è anche una storia che vidi nel vivo dalle majors. Però è una storia magari un po vicina più vicina a noi è stata la storia di un procuratore famosissimo e ultra milionario e che ha tutto. Insomma questa sarebbe una direttiva centro su una giornata tipo mi ha veramente colpito molto anch’io mi ha colpito anche a me.

00:20:31
Speaker 1: Anche perché proprio da quello che muove anche mio la mia idea di podcast di avere storie che possano ispirare anche gli altri.

00:20:41
Speaker 1: E anche questa di ghiacci nella sua. Ilarità se parla se vogliamo parlare per archetipi lui è il classico cercatore cioè la persona che abbandona tutto per perché vuole capire e scoprire scoprirsi più che altro. Quindi fa un viaggio in cui fa trecentomila esperienze nei paesi più impensabili per poi tornare a casa e riprendere poi con la sua vecchia passione il basket. Quindi lui abbandona il basket per fare altro per cercare se stesso per trovare anche l’amore. E poi torna indietro e si mette a insegnare a fare l’allenatore di basket quindi una parabola perfetta quasi o una morale che poi è uno show.

00:21:28
Speaker 1: Bossi non amava Bossi boxe basket perché era sui suoi jeans esigenza più forte il senso al secondo posto poi è tornato alla vita di prima ha subito ricercato quell’amore che aveva interrotto i saluti.

00:21:48
Speaker 1: Ora è successo più o meno anche a me e io ho smesso proprio nel 93 a giocare quindi quando avevo 16 anni perché non ne potevo più di allenarmi tutti i giorni. Ma la mia vita era incentrata solo su quella. Avevo capito che non avrei mai avuto una carriera professionistica e lavoravo cioè lavoravo giocavo nell’attuale Armani Jeans quindi lo abbiamo vinto anche lo scudetto contro la Benetton giovanile. Io ho detto basta perché mai giocavo pochissimo e non volevo più voglia vedevo tutti i miei amici che

00:22:18
Speaker 1: giocai omologati e lui no lui è più piccolo più piccolo giocavo con Michelotti.

00:22:25
Speaker 1: CCC è l’unico che ha fatto poi una carriera importante del mio anno insomma veramente non era del mio anno perché ho 78 io sono 77. Comunque ho messo la Lega a Milano non lo sapevo.

00:22:43
Speaker 1: Allora andrò a trovarlo perché lo trovavo in giro per caso quando giocava anche in nazionale e spesso lo criticano per la scarsa forma perché vedevo sempre un po sovrappeso.

00:22:56
Speaker 1: Proprio perché ho smesso non ho voluto più sapere proprio basta. Ho avuto più sapere non ne potevo più e solo dopo qualche anno è ritornata la passione. Ho iniziato a guardare le partite cosa che non ho mai fatto e non ho mai guardato partite non mi interessavano preferivo il calcio. Adesso se devo dire preferisco guardare partite di basket soprattutto basket europeo o italiano più che B e quindi capisco anche che uno possa avere questo grande amore può finire ma poi torna comunque prima o poi. Poi un’altra domanda che ti volevo fare era ma appunto tu hai un team. O fai tutto da solo.

00:23:39
Speaker 1: Allora mmm no non faccio tutto da solo e faccio molto di quello di quello che c’è sui social e il team è formato soprattutto per gli articoli quelli quelli che diciamolo adesso non solo quelli più lunghi ci finiscono sul sito internet e hanno magari un’impronta giornalistica. E siamo proprio timidi soli ci sono tante persone che collaborano in maniera saltuari in maniera magari periodica e ci sono un po le storie e soprattutto per lunghezza e completezza non sono funzionali al post basso fa sì che chi usa i social network la stragrande maggioranza non vuole perdere più di 30 40 secondi a leggere quello che gli interessa e quindi per questo tipo di articoli siamo in tanti. Oh o l’angolo diciamo che nel team ci sono i grafici c’è un bravissimo filmmaker col quale da anni creiamo contenuti video o video per noi e i video soprattutto hanno anche un po aperto le porte alle collaborazioni con la Lega Basket Serie A o la Fip o la Nazionale. Perché. Perché oltre a Luciano a a piacere il linguaggio e il modo di parlare di basket della giornata tipo piace è piaciuto anche il modo di raccontarlo attraverso il video. Probabilmente anche la massima espressione di comunicazione che si può trovare sui social cioè quella dove magari percepisce meglio il messaggio o anche la qualità del contenuto. E quindi sì insomma ciao ciao. La squadra virtuale cioè non è la redazione de La Gazzetta dello Sport che ha una sede fisica dove ci si trova dentro tutti i giorni ognuno di noi nella vita sa anche altro. Probabilmente soprattutto altro. è nato tutto per passione va avanti per passione. Oggi è sicuramente anche un una macchina che ha un suo perché anche dal punto di vista commerciale. Perché. Perché ovviamente è anche giusto così. Probabilmente a lungo andare non la passione non sarebbe bassa e soprattutto anche per poter offrire determinati tipi di contenuti video o altro. C’era anche perlomeno un investimento quindi ci vuole anche ci vuole anche un ritorno. E quindi oggi oggi la giornata tipo è questa. Ma il 2005 anno un po particolare per tutti sarebbe il basket chiuso ha chiuso cancello a febbraio e lo Stadium pian piano riaperto riaprendo adesso adesso è ovviamente in B e quindi anche noi siamo alla finestra per capire e vedere quello che succederà nei prossimi mesi nelle prossime settimane.

00:26:51
Speaker 1: Infatti a proposito del basket italiano io dico per i numeri di appassionati di gente che pratica il basket.

00:26:59
Speaker 1: Trovo che il prodotto che poi viene prodotto che poi viene presentato o venduto soffra di una scarsa comunicazione insomma sulle tv è difficile trovarlo adesso solo su Eurosport. Anche le partite più importanti non le fanno in diretta quasi mai su. Anche su Rai Sport mentre a volte quando fanno partite fondamentali anche l’audience è molto buona.

00:27:26
Speaker 1: Quindi trovo proprio che non ci sia un grande lavoro nella comunicazione e nel marketing.

00:27:34
Speaker 1: Voi come giornata tipo state aiutando la Lega in questo o.

00:27:39
Speaker 1: Avete collaborato in maniera diversa con loro o lavoriamo per la produzione di contenuti video. Solo negli ultimi due anni anzi almeno ci hanno chiesto per ogni stagione sportiva 6 7 video. Qui ci focalizzano su su determinati personaggi piuttosto che determinati diritti. Questa stagione è stata interrotta. Andiamo. Abbiamo avuto un’intervista Ettore. Di Milano abbiamo girato uno speciale per Bologna una cosa molto bella e un po diversa e per il derby che si è giocata il giorno di Natale. Bologna Fortitudo è una Roma molto incentrata sulla Jack che cosa significhi questa partita in una città ribasso come come Bologna e gli anni prima abbiamo fatto. Andiamo. Siamo andati a vedere la Supercoppa con gli occhi dei bambini e quindi abbiamo raccontato un video per far capire come vivono i bambini. Una partita di pallacanestro. Facciamo cose del genere. Quindi sono monello o. Non è qualcosa che entra nella comunicazione della Lega Basket o di chiaramente su internet o quello. Quello che dici tu è sicuramente vero. Se usciamo siamo abbiamo. Abbiamo cominciato tardi rispetto ad altri per tanti anni abbiamo guardato il web il mondo della comunicazione i social abbiamo visto solo verso gli altri noi e noi non facciamo praticamente niente. E dopo evidentemente c’è stato qualcuno che ci deve aver spiegato che se oggi non sei non sai sul web se non compare su internet se i ragazzi non ti trovano su Instagram. Sì quello che poi andrai a mettere su Instagram non è bello non è figo non non attira o meglio non attira condivisioni non attira Like e quindi non solo devi essere presente ma devi essere presente affidando questo determinato campo a dei professionisti che devono dare un’idea devono dare una certa creatività devono devono innovare devono devono essere devono essere devono suscitare qualcosa a chi guarda. E insomma se non sei lì sopra. Fondamentalmente non esisti. Io credo che non possa esistere quasi nulla oggi se non è se non è su Internet se non viene comunicato su internet è un po il Carosello degli anni 70. Cioè se vuoi fare se volevi fare pubblicità o apparire un po osè oppure le riviste specializzate e oggi comparire anche su Internet se non compare su internet per una fetta molto grande sempre più grande di pubblico non esisti.

00:30:44
Speaker 1: Esatto. Concordo. Se faccio una domanda personale visto che mi ha parlato del derby di Bologna e tu sei di Bologna ma tu cosa tifi Virtus Fortitudo io tifo per la Virtus e violetto anche chi era stato annunciato come responsabile marketing per la Virtus e poi non si è fatto nulla sta non pubblicamente non ne ho.

00:31:17
Speaker 1: Insomma ero entrato nel dettaglio è una vicenda molto triste è molto molto molto triste anche a distanza di tempo.

00:31:27
Speaker 1: E sì ci è successo poi quello che è poi stato reso pubblico e io io non ho firmato il contratto ero stato presentato e poi i fatti a distanza di un mesetto diciamo che i nuovi proprietari hanno deciso di far finta che non esistesse quello che era capitato qualche settimana prima per varie questioni anche personali tra le persone all’interno della società.

00:31:56
Speaker 1: Io sono finito dentro una delle dinamiche che non li riguardava noi sostanzialmente. Insomma qualcuno ha cercato di far finta che gli accordi Safe cose qui non non esistessero.

00:32:12
Speaker 1: E stata una cosa ci ha segnato tanto.

00:32:18
Speaker 1: Immagino solo perché poi alla fine ovviamente io credo oggi oggettivamente ragione ma non è tanto quello là la persona è stata una cosa molto triste perché per la prima volta mi son ritrovato nel mondo del lavoro all’interno di determinate dinamiche che non conoscevo. Il lavoratore non può governare e non ha una voce che non interessi il parere è un interesse e dall’animo dall’altro punto di vista che chi dice di no che modo in basso cioè io a un certo punto della mia vita ho lasciato quello che facevo prima ho lasciato il posto fisso mi sono buttato nel mondo del basket della comunicazione dello sport e ci ho sempre visto come un sogno è un mondo dorato come io voglio fare. Nella vita e quando ho iniziato a fare quello io ero pienamente realizzato. O. Vivo ancora io quello che faccio nel basket o me come un lavoro lo faccio con piacere e penso che a differenza del 90 per cento delle persone ci chiamano a lavorare per prendere lo stipendio punto e oggi sempre magari ho molte volte anche qualcosa che gli piace e chi no. Io faccio soprattutto quello che mi piace poi ci porti a casa anche la pagnotta ovviamente è giusto è il mio obiettivo. E ovviamente si vive di quello e anche quello. Però in quel caso lì sostanzialmente il mio sogno è a un certo punto e tornare sul pianeta Terra e le dinamiche brutte ci sono anche nel mondo del lavoro normale. Il mondo del basket è un mondo del lavoro esattamente come qualsiasi altro settore. Però sono anche nel box e un po la moto visto che in realtà non sono episodi sporadici. Sono dinamiche rare anzi molto molto diffuse. Perché po perché il mondo dello sport è un mondo di precari e quindi le persone devono anche mareggiate molto più facilmente perché sono troppo poco protette proprio perché è un mondo molto precario il mondo dove oggi sai quello che fai è un mondo dove esistono gli accordi. Però lasci alla fine potremmo anche fare in un’altra maniera. Esistono gli accordi però poi ci dai i soldi per noi due anni invece in due mesi. E queste dinamiche qui esistono perché è perché è un mondo dove la professionalità ad un certo punto di vista scarseggia ancora un po. E ci sono quindi pochi professionisti c’è molta poca serietà piedini gestito da persone furbe ancora come se fosse un gioco in cui se un gioco deve prevalere per tutti il lato ludico e l’atto magari è etico e professionale e quindi visto che è un gioco da chi lavora per me è gratis lavoro in cambio di visibilità. Ci sono solo dinamiche che anzi nella tua vita avrai il primo cui incontro è assolutamente sul fondo del basket italiano è molto forte ed è veramente un peccato perché poi con queste dinamiche qui ci si può far strada si può far strada e chi accetta queste dinamiche qui chi tutto sommato non sa quale professionalità e quindi non ha tanto da offrire. Tutto sommato si accontenta e quindi poi la qualità.

00:36:06
Speaker 1: Tornando al tuo discorso risale spesso è quella eh no ti capisco ma anche a me è successa una cosa del genere un altro ambito dato che anch’io ero ormai praticamente un contratto fatto era anni che lavoravo come consulente in questa società. Sono rimasto veramente spiazzato da quello che è successo e devo dirti come è una ferita che comunque è rimasta aperta e non è stato neanche facile

00:36:38
Speaker 1: reagire. Ma diciamo che sono una persona sempre molto positiva ma ho passato un mese in cui è veramente paralizzato perché non mi aspettavo questo tipo di dinamiche non li conoscevo ancora diciamo che io ho ancora il sangue che ribolle parlandone tre anni dopo.

00:36:56
Speaker 1: Figurati quanto quanto ha segnato me. Nonostante ciò a un certo punto di vista c’è la mia ragione alla fine è stata fatta valere quindi non è che abbia e non è che sia ancora in passato perché abbia assistito che c’è stato un’ingiustizia e non è ancora stato fatto giustizia ma semplicemente perchè ci viene da c’è perché sono cose che rovina noi il modo in cui tu lavori o il mondo tanto non capisci che le cose possano o possano accadere. A distanza di anni fa incassare mi mi fanno altro mi fanno anche vedere la mia squadra del cuore quella con occhi diversi e parlo quella per cui ho fatto migliaia di chilometri per andare all’estero a vedere le Final Four di Eurolega sotto un altro punto di vista. Questa cosa mi fa doppiamente incassa in una dimensione a 360 gradi professionale e umana e anche da tifoso spero un giorno di più riuscirà a metterla sopra è ancora abbastanza viva.

00:38:07
Speaker 1: Troppo recente Non ho capito. E poi ti volevo chiedere anche questa domanda.

00:38:15
Speaker 1: Anche questo ti avranno fatto tutti. Invece la scomparsa di Comi come l’hai quando è arrivata la notizia è come l’hai metabolizzata dopo.

00:38:29
Speaker 1: Eh sì è stato una cosa devastante. A un certo punto di vista della Santanché quanto inaspettata. Una delle cose che non t’aspetti. Succede quasi all’inizio. Secondo me per me anche se ho quasi un rifiuto alla notizia non è vero. Impossibile ma mi stanno scrivendo Suk e mi ricordo che ieri sera ci sono stato libraio cellulare nelle chat la gente in sala scrive gli amici su queste morti ha avuto l’elicottero ma ancora non si sa se è vero o non è verificata. Non sarà messo su un sito americano e quindi all’inizio non sapremo poi insomma quando poi passano i minuti recensore e non uscirà la smentita. Anzi. Altri siti altri media rilanciano. A riportare la notizia è stato ma è stato uno shock anche per. Anche per come poi successivamente diciamo che è capitato tutto in maniera molto brutale cruenta cioè c’erano dei bambini. C’era la figlia.

00:39:48
Speaker 1: Quella è stata la cosa peggiore penso pensare che ci fosse anche la figlia altri bambini. Forse è andato anche oltre le solite tragedie.

00:39:57
Speaker 1: Eh sì c’è non ci sono fragili siriani di serie B. Qualsiasi essere umano muore nel mondo ha lo stesso valore e anche in questo caso lo squallore è ovvio. Qui è tutto amplificato perché mai è venuta a mancare un’icona sportiva soprattutto in giovane età.

00:40:18
Speaker 1: Me non è morto o forse brutto da dire ma è morto un genitore un incidente. Ho 84 anni è morto un ragazzo di 42 anni e insieme a lui è morta la figlia. E mi sono uno più uno più uno che ti fa dire

00:40:40
Speaker 1: sparava veramente scioccante. E poi insomma da da strati. Perché poi la fine è come sempre un super vicino o morisse Al Pacino Robert non c’è i tuoi idoli.

00:40:56
Speaker 1: Ma la cosa strana è che alcune persone alcuni personaggi famosi che sono stati idoli per noi o li vediamo come super sportivi. Io almeno dal mio punto di vista ne vedo sempre come immortali lo vedo come persona a cui non può succedere nulla. Mi è successo due volte di prendere l’aereo in cui c’era anche gallinari io ero tranquillissimo ora che c’è Gallinari non può succedere niente invece non è vero ma questa è la mentalità che io penso molti anni che alcune persone non può succedere nulla e quindi siamo doppiamente colpiti secondo me sì sì sì sì.

00:41:33
Speaker 1: Poi questa cosa che lui parlasse l’italiano è sempre in Italia. Era uno dei supereroi del mondo americano quindi quel mondo è lontano e però tanti di noi sentivano più vicino tante cose che c’entravano il nostro è il nostro Paese e parlavamo la sua lingua e ci diceva Ci esprimeva le sue emozioni la nostra lingua e quindi lo capivamo anche bene. E ci siamo quasi un amico. Quando parlava in italiano si usa anche a livello social mi ricordo ma discutendo con gli amici io mi colpì a livello sportivo una portata mediatica del genere io me la ricordo solo nel 94 quando è morto Sima e non c’era Oscar. E quindi in questo caso ancor più amplificata per la presenza dei social negli ultimi trent’anni non mi ricordo una morte di uno sportivo che ha creato o lo lo l’onda mediatica che ha creato la morte di Kobe in Italia sui giornali è arrivata un attimo dopo diciamo.

00:42:41
Speaker 1: Diciamo che il giorno dopo non hanno dato ancora più importanza diciamo che hanno dato testate sport soprattutto le testate sportive dico di altri paesi quest’anno come la Spagna o la Francia proprio in prima pagina c’è da dire che l’Italia è arrivata un attimo dopo non ho capito esattamente perchè dato che il personaggio era conosciutissimo ha vissuto in Italia ma non è arrivato il giorno ma due giorni dopo quando ho capito che era una cosa importante allora ho iniziato a parlarne di più e il suo discorso annoso è corso qui non è arrivato.

00:43:27
Speaker 1: Io credo che sembrano essere scelte e quindi chi decide di dare determinato spazio ha scelto una persona e se una redazione sì e un editore ci decide che è quella cosa può avere spasso quella cosa può avere meno spasso con la cosa può avere tutta una pagina o avere un riquadro in prima pagina. Queste scelte spesso sono figlie di ciò che pensa la singola persona. Sono anche figlie di quello che poi interessa il pubblico e poi va in edicola o su internet legge sì o pro o contro il giornale quindi anche in quel caso lì abbiamo visto che le scelte sono state fedeli. Si dice spesso che i giornali scrivano quello che fa quello che interessa alla gente e io non solo. Secondo me è un po il contrario cioè alla gente interessa quello che gli propone il giornale. Se io nasco in una famiglia dove corrono tutti i giorni solo di politica può essere che a diciott’anni io mi misi le gambe in partito oppure che abbia la repulsione della politica se le strade sono due e se però io nasco in una famiglia in cui si parla di 39 argomenti diversi invece sì o no. Inizia ad avere ormai il mio carattere i miei pensieri. Sì però quali questi argomenti mi interessano di più. Perché avrò un fan di natura sufficiente per creare e farmi un parere. Insomma è un po tutte e due. In Italia succede quello è inutile ci nascondiamo siamo abbiamo una cultura sportiva molto molto molto chic calcistica che si tramanda da sempre. E poi è così e probabilmente è anche giusto che sia così. Mi piacerebbe però non solo per il basket ci fosse molta più apertura perché lo sport non è solo uno sport sono tanti sport e lo dico da tifoso appassionato di calcio. Sarebbe bello ma sarebbe bello leggere di più i tanti personaggi fuori dagli altri sport e che abbiano lo stesso risalto magari di un infortunio o di una serata in discoteca di se il calcio è vero.

00:46:07
Speaker 1: A proposito di punto di basket per gli appassionati per chi volesse lavorare nel mondo del basket.

00:46:13
Speaker 1: Tu che consigli dagli a un ragazzo ha anche una persona laureata che vuole entrare a lavorare in una società di basket.

00:46:21
Speaker 1: E facile entrare senza lasciar fare.

00:46:29
Speaker 2: Allora e allora la risposta di getto è inizialmente purtroppo bisogna entrare nell’ordine di idee bisogna fare del volontariato

00:46:50
Speaker 1: e quindi non. Allora se uno mi chiede se voglio lavorare nel basket e diventare ricco. La risposta è quella che ti ho dato prima cioè hai l’altra parte no. Se la richiesta fosse voglio lavorare nel basket e avere delle soddisfazioni personali che vadano anche al di là dell’aspetto economico.

00:47:12
Speaker 1: Allora se ne può parlare perché comunque se di soddisfazioni personali sono un appassionato di basket ne può sicuramente cogliere e ci sono amici persone che mi chiedono chi possa mandare il curriculum per lavorare in una società di basket.

00:47:27
Speaker 1: Onestamente non lo so. Perché. Perché insomma non so quali società evidentemente hanno un’apertura maggiore rispetto al mondo del lavoro e lo guardo.

00:47:43
Speaker 1: Non lo so il mondo delle società è un mondo molto molto molto variegato non funzionano tutti allo stesso modo ci sono società e dove fondamentalmente uno pensa che indietro gli uffici ci sono 30 persone in realtà soli tre che fanno tutto quello che fa altri ma la realtà gestisce anche i social ma in realtà sarebbe il caso degli americani e ci sono le società dove magari non in 15 hanno pagano per avere consulenza storiografica società diverse ci sono ma si può veramente trovare trovare di tutto.

00:48:20
Speaker 1: Bisogna bisogna entrare e bisogna capire bisogna magari documentarsi un po prima per evitare di perdere di perdere del tempo oppure magari si può provare a contattare lì la sudorazione. C’è tanto bisogno ma anche questi in questi modi quindi un po di rinnovamento un pochino più di idee. Oppure ci si può fare sport in proprio e se si ha capacità se si hanno le idee la creatività se si ha professionalità secondo me ce la si può fare anche in proprio facendo consulenza e vendendo le proprie idee. Mai di dare le proprie idee mai regalare le proprie idee è un mondo di cannibali che non vedono l’ora di trovare quelli che regalano. Quindi quello è quello che ognuno di noi fa proprio presto professionalità ha un valore e quel valore deve essere sempre riconosciuto poi è lecitamente esplicita scelta di ognuno di noi decidere in ogni in ogni ente in ogni singolo caso e eventualmente di non originare la propria professionalità le proprie idee. Però non deve essere e non deve essere il Mud per dire va beh almeno mi faccio conoscere almeno in questo modo perché tu possa riesci più una volta che ti conoscono come quello che ti regala le cose hai finito o meno. Certo non vivrai mai in quel mondo. Quindi un consiglio non c’è e onestamente in giro ci sono ci sono dentro sono una francese 50 mila più di 90 soprattutto dopo un anno del genere.

00:50:08
Speaker 1: Anche quest’anno qui è un anno che ho un po azzerato tutto c’è bisogna ricominciare a fare quello che è stato fatto fino al febbraio 2002. In certi casi non vale più. Quindi anch’io a un certo punto di vista sono quasi un nuovo chi entra in questo mondo che è realmente. Certe dinamiche cambieranno forse per sempre.

00:50:35
Speaker 1: Forse per un anno o per due anni però per molti di noi un anno o due anni possono essere tanto difficile quindi adattarsi a due anni può essere troppo e quindi è un periodo dove ci sono poche certezze. La vera risposta è Non lo so. Basta.

00:51:02
Speaker 1: Perciò ancora due domande poi ti lascio andare un’era. Tu sei stato anche negli Stati Uniti a intervistare i giocatori. Giusto. Sì la differenza c’è. Cos’è che ti ha colpito dall’organizzazione del mondo in Black.

00:51:22
Speaker 1: Beh tutto è la risposta più facile salta e organizza spesso delle aziende sono aziende dove ogni singolo settore è strutturato come sarà strutturato da voi in una grande azienda una grande società di capitali dove dove tutto deve generare margine profitto dove l’immagine è tutto. L’immagine vale quasi come il fatturato cioè quello che da noi ancora per molti non viene percepito come un valore. Perché è facile perché la comunicazione c’è e io mi sono trovato molto spesso a parlare male. Se voi gestisci un social video quanti soldi in più guadagneremo. C’è la domanda e fanno tutti una domanda senza risposta. Perché tu non puoi andare a dire a qualcuno con i social e le sorelle avrai 30 +30% nel fatturato impossibile da dire. I social dentro il valore dei social ci rientrano tante cose immagini e ci dia la percezione che hanno gli altri di se stesso e ci rientrano anche nuove possibilità di business. Perché. Perché i tuoi partner oggi ti possono e ti chiedono sempre di più. Anche un certo tipo di visibilità o di lavoro sì sul web. Quindi se vogliono dai miei partner discordi. In America questo è estremizzato certo il ruolo di immagine tutto per loro. Anche i social in tutto e in reparto social garantisce un reparto formato da tante persone super pagate perché hanno una professionalità e per il franchigie i miei ho un valore incredibile. Credo che il valore di tutto quello che ruota intorno al web sia al secondo posto nelle voci di entrata di una franchise dopo la riva e poi da loro l’Arena non è non è come se i guadagni da loro l’arena e il guadagno e i risparmi dei negozi dei biglietti degli abbonamenti delle visite da eventi di altre 74 mila attività che è anche l’Arena è un’azienda la Rete è un’azienda che ha vari rami non ha notizie. Succede in Italia se in un biglietto già fatto ho già fatto il 99 per cento quello che devo fare per provare a sfilare dei soldi e l’altra cosa che mi ha colpito forse mi ha colpito più di tutti. Ora basta. Io sono stato a visitare i fasci americani e questi grandi centri dove dove hanno le palestre i due hanno i ristoranti la cucina in spicchi le sale libero dove c’è il quartier generale di Tim. Sono stato a San Antonio e in entrambi i casi e io a San Antonio sono andato perchè dovevo fare un’intervista a Ettore Messina. Quindi Ettore Messina semplicemente ha lasciato all’ingresso il mio nominativo e sono stato colpito. Cioè l’ultimo l’ultimo dei cretini. ROMA Da Bolzano esemplare proprio a livello cestistico non conoscono nulla se non forse anzi sono Antonio visto che Celestina si arrabbia C’è Belinelli a quel tempo c’era anche Ginobili forse sanno qualcosa per sentito dire. Io sono stato accolto secondo me esattamente come sarebbe stato accolto e il personaggio importante dei Chicago Bulls piuttosto che dei Dallas Owens di futbol e posto che in qualsiasi altro ambito cioè. E mi hanno accolto mi hanno fatto fare una visita a per farmi vedere tutto quello che amo perché loro tengono a far vedere a tutti quello che sono come lavorano come lo fanno. E quello che c’è o come ha fatto il loro ristorante come vengono serviti i pasti e i giocatori. Com’è fatta la sala. Come fa tra sala video al cinema sostanzialmente fare video a lui. Noi abbiamo solo la televisione per fare vedere i video dei giocatori.

00:55:43
Speaker 1: C’è tutto quanto il capo ufficio stampa è venuto a presentarsi è venuto a dire lui arriva visto che cosa fosse la giornata tipo cioè il caos Sono tornato i San Antonio Spurs spiega. Oggi se uno come me. Ma chiunque peraltro chiede la possibilità di andare due ore durante la settimana a fare visita a un club di Serie A di basket. Innanzitutto non è scontato che siano. Poi ti chiudono la stanzino. Seconda cosa ti fanno entrare ti guardi spalle la rete e poi autonomamente esci. Sa cosa vuoi lo sai chi sei. Perché sei lì. Cosa vuoi fare.

00:56:30
Speaker 1: Ma c’è proprio un approccio diverso e diverso se i ferri sono uno strascico. Poi uno è anche angosciato lontano avrebbe parlato di loro magari anche in maniera indiretta era figlio intervistato su Ettore Messina.

00:56:49
Speaker 1: Non facciamo un reportage solo.

00:56:51
Speaker 1: Ma per loro anche quella persona in Italia avrebbe vissuto quel qualcosa dove compariva in modo piuttosto che un loro membro della franchigia. Doveva essere a un certo modo e insomma ci dovevano mettere a tuo agio.

00:57:09
Speaker 1: Questo è il valore che loro danno alla loro organizzazione il loro è il loro lavoro quello alle persone le persone.

00:57:19
Speaker 1: Comunque anche tu che ti fai un viaggio per andare fino alla per fare un’intervista e un impegno. Quindi oltre a dare valore alla loro organizzazione e a danno valore anche a te. Anche il fatto di conoscerti cioè nel senso di aver guardato i social di aver guardato cosa. Che cosa fai vuol dire che si sono interessati questo importante segno anche di rispetto verso verso una persona. Sono grandi differenze quindi l’ultima domanda che ti volevo fare è invece se hai qualche libro sul basket da consigliare o qualche film.

00:58:01
Speaker 1: Eh ma tanti dati uno in particolare beh allora mi sono già lo storytelling sicuramente i Black Jesus Federico Buffa sono. Sono libri da leggere per uno solo neanche i libri sono.

00:58:21
Speaker 1: Sono la banalizza.

00:58:24
Speaker 1: Magari se mi servisse lui fosse il parere di fondo. Sono i lunghi post sui social scritti a capitoli e ovviamente scritti in maniera in maniera molto molto più bella molto qualitativamente. Qualità molto più elevata di quello che si legge sui social ovviamente. Però ecco ti raccontano anche storie di sconosciuti storie di tanti non conoscono una chiave molto bella molto molto coinvolgente quindi sono sicuramente i libri anche alle prime armi secondo me potrebbe anche chi non è troppo appassionato di basket si dovrebbe leggere perchè non sono libri che entrano del tecnico bisogna saper tutte le regole per far sì che uno li possa io possa apprezzare. Mi è piaciuto un libro che ho letto l’anno scorso. Se lo sbaglio di Emiliano oggi è un autore che non conosco ha scritto un libro sulla finale olimpica dei 60 tra Stati Uniti e Unione Sovietica di basket che fu una finale persa contro la storia anche se non ho arbitrale. Ma è bello perché. La partita di basket fa da cornice alla storia perché racconta un po anche cosa significava in quegli anni un tempo la guerra fredda fra Stati Uniti e Unione Sovietica. C’era una partita che voleva dire anche tante tante altre cose. Torniamo a riconquistare che ho fatto io come intendo il basket è piaciuto molto. Cmq anche invece sono meno rispetto i libri sono molti più libri di basket che film e allora libri film super divertente e chi non salta bianco è anche un film anche molto molto maleducato con molte parolacce. Però super super super divertente o Wesley Smith non mi ricordo la torre bianca o scaltra Star ha reso un qualcosa del genere famosissimo comunque anche come non so se hai fatto Natural Born Killers una a lui e solo ai bambini si è sicuramente fatto vedere spesso è un cartone animato ed emozionare tramite sempliciotto a un certo punto di vista non è e non è non è un capolavoro però è una di quelle cose che quando arrivano alla tv ti fermi e lo riguarda perché ti ricordi di quando la rivista. Mai un giorno di baseball di questi personaggi è sicuramente un film un cartone animato magico o ci sono film magari ci raccontano storie suonano speciali Out of Gloria Rosboch racconta insomma il titolo di questo college americano se lo sbaglio Western University è il primo college e di High attrici di colore. 3 titolo sì su o anche in un passo molto importante quella che negli anni Sessanta era una società americana profondamente razzista e dove il razzismo era un problema un problema molto grave ovvero erano utilizzati in maniera oscena. Le persone di colore dove ancora esistevano certi stati la schiavitù e quindi è veramente un’impresa un’impresa storica era un simbolo bello. Cioè la storia insegna e risvolti probabilmente su uno squalo. Come fare di più serie è l’incipit di semplicità. Però We Are bello to be scimmie.

01:02:36
Speaker 1: Ok ok ti ringrazio ti ringrazio per il tuo tempo per tutte le cose che mi ha raccontato. Ti auguro quindi una buona giornata. In bocca al lupo dunque. Una giornata tipo che io continuo a seguire.

01:02:53
Speaker 1: Lei crede il lupo e in bocca al lupo te. Insomma ti sei montato in quest’area in questa forma di comunicazione che però inizia a interessare anche a me e lo dico da ora che arriva tardi e non bisogna rischiare di arrivare tardi nelle cose i podcast sono qualcosa che suona negli Stati Uniti. Ci eravamo andati molto perché perché molto spesso anticipano quello che poi da noi arriva un po dopo. No sono solo una forma di comunicazione che sia stata una radio c’è oggi e la gente non ascolta la radio e la tendenza anche in Italia è quella che ci di poco ci sarà il sorpasso anche da noi. Mi piace perché fondamentalmente poi uno dice vuole fare il suo podcast la sua immagine e somiglianza. Decide la linea da dare da Lello perché magari i ragazzi hanno molto tempo libero mi ascoltano quando gli pare il pomeriggio invece di studiare e ci sono adulti diciamo ma quando ci troverò un’ora mezz’ora dieci minuti per ascoltare il podcast è da uno che scopre io non potendo fare sport di squadra è stato costretto andare a correre a cazzo ma io vado a correre. Ma cosa farà ora. Il podcast me lo ascolto e quindi farò il podcast dovrò fare un forum come il sole che per me può funzionare quando vado a correre. In generale sono come tutte le cose fatte bene sono. Sono cose che non e quindi stanno iniziando a interessare anche me.

01:04:37
Speaker 1: Potrei mi sara faticoso ma bene ci sto benissimo crepi il lupo anche per me. Allora questa nuova iniziativa. Grazie ancora.

01:04:47
Speaker 2: Buona giornata grazie anche a te. Ciao.

Marco Principi Coaching